Buoni pasto: nuove regole e normativa, cosa cambia. Le FAQ

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente fissato per i buoni pasto nuove regole, che modificano parzialmente la possibilità di utilizzare i suddetti buoni sostitutivi della mensa nella spesa dei lavoratori. Sono state introdotte novità sulla cumulabilità, sui limiti e sulla tassabilità dei voucher.

Il Decreto Ministeriale n.122/2017 entrato in vigore il 9 settembre scorso è per i buoni pasto la nuova normativa di riferimento. Ma con la nuova legge sui buoni pasto cosa cambia effettivamente per i lavoratori titolari del ticket cartaceo o elettronico? Le domande che stanno circolando in questi giorni sono davvero tante: come usare i buoni pasto per fare la spesa con la nuova normativa? Cosa posso comprare con i buoni pasto? E ancora con le nuove regole i buoni pasto sono detraibili e sono cumulabili? 

Buoni pasto, cosa cambia?

Il nuovo buono pasto, sia in carta che in formato elettronico, viene rilasciato da una società esterna all’azienda per cui lavora il titolare del ticket. Sul tagliando sono riportati il valore specifico del buono, i dati del datore di lavoro e dell’azienda, la data di scadenza entro cui poter utilizzare il ticket. Hanno diritto ai buoni pasto sia i lavoratori con contratto full-time che part-time.
I buoni elettronici, inoltre, non necessitano il ritiro in azienda, perché il valore del ticket sarà ricaricato automaticamente sull’apposita card che verrà fornita al titolare.

Come usare i buoni pasto per fare la spesa?

Entro la data di scadenza il lavoratore è libero di spendere i voucher senza limiti orari, ma dovrà sempre firmare e datare il ticket al momento della spesa. Non sarà più possibile, per i familiari del titolare o terzi, l’utilizzo del voucher come mezzo di pagamento.
I buoni pasto possono essere spesi esclusivamente nel loro valore intero, senza dare diritto al resto. L’eventuale costo eccedente può essere pagato in contanti. Il pagamento con ticket elettronici avviene tramite POS.

Buoni pasto, dove usarli?

L’attuale normativa in vigore ha ampliato la scelta degli esercizi commerciali presso cui è possibile spendere il buono pasto. Oltre ai supermercati e agli altri esercizi che somministrano alimenti come i bar e i ristoranti, sarà quindi possibile pagare con i voucher presso mercati, agriturismi, punti di vendita diretta di prodotti agricoli. Anche le attività che forniscono servizi di ittiturismo (vendita diretta di pesce e servizi turistici collegati al mondo della pesca) potranno essere pagate con i nuovi buoni pasto.

Buoni pasto cosa posso comprare?

Con i voucher è possibile pagare il conto di bar e ristorante per il pranzo e per la cena durante l’orario di lavoro, oppure fare la spesa acquistando bibite e generi alimentari presso gli esercizi commerciali già nominati. Al supermercato, in pratica, si potranno pagare con i buoni pasto tutti gli alimenti come pane, frutta, latte, ma non le bevande alcoliche e i prodotti di altro genere, come detersivi, detergenti, utensili.

Buoni pasto, sono cumulabili?

Sarà possibile pagare la spesa cumulando fino a un massimo di 8 voucher nello stesso pagamento, regolarizzando così l’abitudine dei consumatori di spendere più titoli contemporaneamente.

Buoni pasto, sono detraibili?

Le aziende potranno detrarre l’IVA al 4% sui ticket elettronici, mentre i liberi professionisti godranno della detrazione del 10% sugli stessi voucher. I cartacei rimangono invece non detraibili.
Per quanto riguarda il vantaggio fiscale dei lavoratori, occorre ricordare che i ticket elettronici non possono essere tassati se il valore è compreso entro i 7 euro, mentre per i cartacei il limite è di 5,29 euro: la parte eccedente tale cifrà sarà sottoposta a tassazione.

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