Misure restrittive rigide fino al 12 aprile e poi nuove misure fino al 18: il lento ritorno alla “normalità”


Misure di restrizione prorogate almeno fino al 12 aprile ( e immaginiamo che nella data finale si arriverà presto al 13, considerato il fatto che Pasquetta potrebbe farci ricadere nel baratro, con qualche scelta scellerata tra pic nic e assembramenti vari ed eventuali). Se è vero infatti che l’emergenza coronavirus sembra ormai entrata nella fase finale, è anche vero, come ci ricordano gli esperti, che un solo passo falso potrebbe farci ripiombare nel centro dell’emergenza.

Il nuovo provvedimento del governo entrerà in vigore sabato 4 aprile e durerà per due settimane, fino al 18 aprile. Quel che è certo già da ora, è che fino al 12 aprile ci saranno le attuali restrizioni, le più rigide. Fino al 12 aprile quindi, in tutta Italia, dovrebbero restare in vigore le attuali misure di restrizione, dal non poter andare se non per comprovati motivi in un paese diverso da quello di domicilio, alla spesa da fare un componente della famiglia per volta, alla chiusura delle scuole.

Sarà una Pasqua diversa anche per i credenti: nessuna messa si potrà celebrare se non in streaming, come è successo fino a oggi ( saranno i sacerdoti in chiesa, con poche persone presenti, a celebrare tutti i riti da seguire in streaming o in tv). Anche per questo la settimana Santa cambia drasticamente anche in Vaticano. Per la prima volta, come non succedeva da anni, la Via Crucis non si terrà al Colosseo ma sarà organizzata in Piazza San Pietro.

IL GRADUALE RITORNO ALLA NORMALITA’: NON TUTTO E SUBITO

E’ importante capire che non tutto riprenderà come prima. Le nostre abitudini sono cambiate e cambieranno ancora perchè, come abbiamo visto anche con le immagini dalla Cina, non può essere tutto come prima di febbraio.

Ci saranno delle attività che ripartiranno per prime , come riporta Il Corriere della Sera; potrà invece essere valutata la riapertura di alcune attività imprenditoriali collegate alla filiera alimentare e farmaceutica finora non comprese tra i servizi essenziali. Ad esempio le imprese di meccanica legata all’agroalimentare oppure quelle chimiche che dovranno comunque dimostrare di essere in regola con le norme sulla distanza di sicurezza tra i dipendenti e la dotazione dei dispositivi di protezione. L’emergenza causata dalla mancanza di dispositivi sta per finire. In Italia pare siano arrivate mascherine e camici e dalla prossima settimana, grazie anche alla produzione italiana di questi oggetti, sarà più semplice trovare tutto, e anche a prezzi non esorbitanti.

L’uso di test sierologici per tornare al lavoro-I tecnici ipotizzano la possibilità di utilizzare test sierologici per individuare chi ha avuto la malattia: chi è stato contagiato, infatti, almeno per un po’ non rischia di infettarsi di nuovo e quindi può riprendere immediatamente il lavoro. Si tratta però di un’operazione alquanto complessa, perché i test devono essere validati. Secondo altri scienziati, si potrebbe iniziare la riapertura di altre attività nelle regioni che sono state colpite in modo minore, pensiamo alla Basilicata e al Molise ma lo si dovrà fare con cautela, per evitare che ci siano contagi di ritorno.

Inoltre si potrebbe capire anche dal punto di vista medico quelle che sono le fasce di età meno a rischio per rimettere a lavoro, fasce generazionali diverse.

Non c’è nulla di certo, al momento, ma la sensazione è che a causa dei ponti di primavera, quello del 25 aprile e quello del primo maggio, il Governo potrebbe decidere di prorogare norme, meno restrittive, almeno fino al 4 maggio.

CAPITOLO SCUOLA: CHE COSA SUCCEDERA’ DOPO IL 18 APRILE?

Nel caso delle scuole i discorsi si fanno più complicati. Anche in Cina infatti, al momento le scuole, nelle zone più colpite, sono ancora chiuse. Si potrebbe quindi pensare a un ritorno sui banchi di scuola per i ragazzi più grandi, che potrebbero indossare le mascherine e rispettare le distanze ( la scuola superiore, l’università infatti non si è mai fermata grazie alla didattica a distanza che ha permesso sessioni di laura e sessioni di esame).

Per i più piccoli, si pensa a una possibile chiusura anticipata dell’anno ma non si esclude nulla. Anche in questo caso si potrà forse valutare in base alle regioni.

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