Antonio Logli scrive dal carcere: “Grande preoccupazione per la mia famiglia”


Nella puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì sera, è stata letta una missiva che Antonio Logli ha inviato alla redazione del programma di Rete 4. L’uomo, in carcere con l’accusa di aver ucciso sua moglie, Roberta Ragusa, racconta di come è cambiata la vita in carcere a causa dell’emergenza coronavirus in Italia e nel mondo. Parla di come sono cambiate le abitudini di tutti ma racconta anche le emozioni personali che sta vivendo in questo periodo molto complicato. Tra le poche “gioie” di questo momento difficile, quello di poter vedere i suoi parenti grazie a delle video chiamate.

Come saprete in tutte le carceri di Italia non è possibile, ormai da quasi un mese, ricevere visite per ragioni di sicurezza.

LA LETTERA DI ANTONIO LOGLI DAL CARCERE

Ed ecco un estratto della lettera che Antonio Logli ha inviato alla redazione di Quarto Grado:

Naturalmente vivo questi momenti con grande preoccupazione per la mia famiglia per la quale non posso purtroppo fare niente, considerato che i miei genitori sono anziani e i miei figli sono senza madre e senza di me e l’onere di aiutare tutti è principalmente di Sara. Sono angustiato dal fatto di non stare vicino a tutti loro, devo dire, peraltro, che nonostante questa grave situazione l’umanità e la professionalità della direttrice di questo carcere consente a ognuno di noi di poter usufruire di videochiamate  che consentono anche se un pur minimo contatto visivo. Una circostanza che mi rattrista molto è di vedere i miei cari piangere e, soprattutto, nonostante ormai abbia raggiunto la maggiore età, vedere proprio il pianto disperato di Alessia. L’unica persona che riesco a incontrare è l’avvocato di Martino il quale mi riferisce sia della situazione famigliare che delle vicende processuali attuali venendo regolarmente in carcere nonostante le difficoltà del momento attuale. Prego  e spero che la situazione possa migliorare al più presto vi mando un caro abbraccio anche  virtuale, augurandovi tutto il bene.

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