Dal 4 maggio le visite ai congiunti: se fidanzati, compagni e amici restano tagliati fuori

Da ore ormai non si discute d’altro. Su Twitter da questa mattina si p scatenato il dibattito tanto che la parola “congiunti” è entrata nelle tendenze di giornata. Il motivo è da rintracciare nel nuovo DPCM presentato ieri dal Premier Conte. La fase 2 inizia il 4 maggio e in questa fase sarà possibile andare a far visita ai nostri congiunti.

Ma chi sono i congiunti? Restano solo i parenti stretti in questa cerchia oppure no? E se abbiamo un fidanzato, un compagno, un amico che non vive nel nostro stesso domicilio? Non guardiamo a chi vive fuori regione, perchè sembra chiaro ed evidente che non è ancora arrivato il momento per pensare a quel genere di riunione familiare, almeno per quello che riguarda le visite ( mentre invece chi è rimasto lontano dal suo paese di residenza potrà farvi ritorno). Ma chi vive nella stessa città o poco distante da un fidanzato, da un compagno, da un amico che è l’unico familiare che ha, può o non può fargli visita?

La senatrice Monica Cirinnà è intervenuta nel dibattito per dare voce a tante persone che meritano di poter vedere, dopo oltre due mesi di reclusione, persone care che fanno parte della loro famiglia.

IL TEMA DEI CONGIUNTI CHE VA OLTRE IL LEGAME DI SANGUE

Le parole di Monica Cirinnà rispecchiano il pensiero di molti italiani. Perchè come dicevamo proprio questa mattina, un congiunto non si sceglie per legge, non è necessariamente un parente di sangue. Un affetto, una amicizia, può andare oltre tutto questo. La Cirinnà nel suo appello ribadisce: “non condivido la scelta di limitare le visite in sicurezza ai soli congiunti, perché non tiene conto della pluralità delle esperienze e degli affetti” .

Continua così : “Esistono relazioni significative che vanno al di là dei legami giuridici e di sangue, e relazioni che attraversano i confini delle Regioni: penso innanzitutto alla situazione di alcune famiglie separate, alla condizione delle coppie non conviventi o delle famiglie arcobaleno non riconosciute, ma anche ai tanti legami di affetto tra persone sole, che vengono ignorati dal decreto” .

La senatrice ci ricorda:  “Se si decide di venire incontro, seppur limitatamente, a specifiche esigenze affettive, si deve farlo nel rispetto della pari dignità e dell’autodeterminazione delle persone. 

E se è giusto che una donna abbia il diritto di incontrare la sua compagna, anche se non è legalmente congiunta con lei, è anche giusto che un uomo possa incontrare il suo fidanzato, che una diciottenne magari possa incontrare il suo di fidanzato come un ragazzo single possa magari voler vedere la sua migliore amica, che è l’unica persona nella stessa città che potrebbe incontrare.

La nostra speranza, come quella della Cirinnà che in questo senso esprime un parere autorevole è che si spieghi il prima possibile, visto che mancano ancora alcuni giorni al 4 maggio, quello che si può e non si può fare. In questa strana geografia degli affetti, si vive magari a soli cento metri da casa del proprio compagno o della propria fidanzata ma non è possibile incontrarla. E allora ancora una volta la riflessione va fatta su quanto che scrive nero su bianco una regola da rispettare, debba poi anche capire che oltre alle imposizioni c’è altro. Tutto ovviamente nel massimo rispetto delle regole, delle restrizioni e dei divieti che devono essere rispettati ora come prima, domani come ieri.

Stando a indiscrezioni, nelle prossime ore ci saranno delle precisazioni in merito al termine congiunti. Da una prima interpretazione del Dpcm in vigore dal prossimo 4 maggio, a quanto si apprende, con “congiunti” si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”. Le Faq, che saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito di Palazzo Chigi, chiariranno ulteriori dubbi interpretativi sul provvedimento.

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