Il piccolo Ryan ferito a Ventimiglia: no percosse o maltrattamenti, l’indagine prosegue

E' ancora un mistero che cosa è successo al piccolo Ryan ma chi indaga tende a escludere che sia stato vittima quel giorno di maltrattamenti
piccolo ryan

Che cosa è successo al piccolo Ryan la mattina in cui era a casa con i nonni ed è stato ferito tanto da esser ricoverato successivamente in ospedale, dove si trova da oltre un mese ? In queste settimane si è detto di tutto ma mai chi indaga si è esposto sui fatti accaduti a Ventimiglia, sulla condotta dei nonni che erano in compagnia del piccolo. A parlare sono stati invece i protagonisti di questa storia. I genitori del bambino e poi anche la nonna paterna e il compagno della donna, il grande accusato di questa vicenda. Oggi però, sulla storia del piccolo Ryan emerge un’altra verità e parlare, sono gli inquirenti. «Gli accertamenti non sembrano ricondurre a condotte volontarie di percosse o maltrattamento». Il procuratore della Repubblica di Imperia (Liguria) Alberto Lari è intervenuto in merito al caso del bambino di 6 anni che avrebbe subito un’aggressione da parte di Luigi, il compagno della nonna, lo scorso 19 dicembre e attualmente ricoverato all’ospedale Gaslini di Genova. Il nonno, in una intervista molto forte per la trasmissione La vita in diretta, si era contraddetto più volte sui fatti di quella mattina ma aveva negato di aver mai alzato un dito contro il piccolo. Mai avrebbe fatto del male al bambino, questo lo ha detto più volte, respingendo quindi ogni accusa. Va anche ricordato che al momento l’uomo è indagato per lesioni gravissime, insieme alla sua compagna. E’ questo il motivo per il quale nelle ultime settimane, accantonata la pista del pirata della strada che avrebbe travolto il piccolo secondo la prima versione dei nonni, si è iniziato a parlare dei maltrattamenti in casa.

Solo il piccolo Ryan potrà raccontare la verità

Il procuratore Lari spiega che «non sono escluse condotte lesive volontarie in epoca antecedente». Lari ha inoltre aggiunto che un apporto decisivo per l’accertamento dei fatti «potrà essere fornito dal minore, le cui condizioni di salute, per quanto nettamente migliorate, non consentono al momento di poterlo esaminare sui fatti stessi con quel grado di attendibilità, tendenzialmente scevra da qualsiasi tipo di condizionamento esterno, auspicabile». Il procuratore invita a una maggiore riservatezza sulle informazioni del bambino, dato l’interesse mediatico sulla vicenda al fine di «disincentivare rappresentazioni decisamente fuorvianti degli eventi». Sarà quindi il piccolo Ryan a fare chiarezza forse e a spiegare che cosa è accaduto quella maledetta mattina.

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