Libia in rivolta, aviazione bombarda manifestanti: centinaia di morti

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Sono sempre più tragiche le notizie che arrivano dalla Libia. I rivoltosi hanno il controllo di diverse città e si apprestano a prendere anche quello di Tripoli, la Capitale. Il regime di Gheddafi, però, non vuole saperne di farsi da parte e sta sparando senza pietà sui manifestanti. Le forze dell’ordine, però, sono spaccate. Molti militari sono passati dalla parte dei manifestanti.

Oggi pomeriggio l’aviazione ha sganciato delle bombe sui civili: centinaia i morti. C’è chi parla di vero e proprio genocidio in atto. Le istituzioni europee stanno condannando le violenze da parte del regime di Gheddafi anche se, per ora, non ci sono state sanzioni economiche. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha definito “inaccettabili” gli atti del governo libico contro il popolo.

Il ministro degli esteri Franco Frattini, incalzato dalle opposizioni, ha detto che presto riferirà in aula. La drammatica situazione dello Stato africano, d’altronde, riguarda direttamente l’Italia. Sia per gli interessi economici che hanno le nostre aziende in Libia, sia perché nel caos potrebbero moltiplicarsi ancora gli sbarchi dei clandestini sulle nostre coste.

Intanto i Radicali, guidati da Pannella, hanno manifestato contro tutti i governi (da quello attuale a quello guidato da D’Alema) che hanno collaborato con la Libia e chiedono di sospendere il trattato di qualche anno fa.

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