Terremoto e tsunami in Giappone: ci sono dubbi sulla contaminazione nucleare.

Sempre estremamente critica la situazione delle centrali nucleari gravemente danneggiate dal sisma e dallo tsunami in Giappone. Infatti cresce il rischio di un’esplosione nel reattore di Fukushima 3. Il premier nipponico Naoto Kan ha chiesto al numero uno di Toshiba, il costruttore della centrale atomica Fukushima n.1, di prendere “azioni risolute” per evitare possibili fusioni nel sito. Inoltre, il sistema di raffreddamento del reattore n.2 della centrale nucleare di Tokai, 120 chilometri a nord di Tokyo, è in funzione. Ma due dei tre generatori usati per il raffreddamento sono in avaria e soltanto uno è in funzione.  Lo stato di emergenza è stato dichiarato anche in un’altra centrale giapponese, quella di Onagawa, dopo che sono stati registrati livelli di radiazioni eccessivi.

Alcuni esperti giapponesi, come Masashi Goto ex progettista di centrali nucleari giapponesi, sono arrivati ad accusare il governo nipponico di non dire tutta la verità sugli impianti atomici danneggiati, che uno dei reattori dell’impianto di Fukushima-Daiichi è “altamente instabile” e che le conseguenze di un’eventuale fusione sarebbero catastrofiche. Ma il governo giapponese ha tuttavia dichiarato che un’eventuale fusione non porterebbe al rilascio di dosi significative di materiale radioattivo. Intanto cresce l’allarme per la probabile contaminazione nucleare, come si apprende dalla tv giapponese. Dopo gli incidenti nella centrale di Fukushima si teme che il materiale radioattivo, ora spinto verso Est sul Pacifico, possa ricadere a terra con la pioggia, attesa per questa sera. In tutto il paese è palpabile la paura di una tragedia atomica, mentre un numero crescente di stranieri abbandona il Giappone.

Simona Coppola

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