Fukushima: mare radioattivo 1250 volte oltre il limite

Altissimo il livello di radioattività nel mare di fronte all’impianto nucleare di Fukushima, in Giappone, dove proseguono incessantemente le operazioni per contenere il disastro nucleare provocato da terremoto e conseguente tzunami, l’11 Marzo scorso.

Un campione di acqua marina prelevata a 330 metri da un condotto di drenaggio del disastrato impianto nucleare ha rivelato una concentrazione di iodio radioattivo (I-131) 1.250 volte superiore al limite considerato sicuro, ha reso noto l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare del Giappone: bere una bottiglia da mezzo litro di acqua dolce con la stessa concentrazione esporrebbe una persona a ricevere una radioattivita’ di 1 millisievert, la quantita’ normalmente assunta in un anno, ha spiegato un portavoce, il quale pero’ ha escluso una minaccia immediata alla vita acquatica e alla sicurezza degli abitanti della zona.

Il nuovo allarme complica ulteriormente gli sforzi per rimettere sotto controllo l’impianto e risolleva il timore che le vasche di contenimento delle barre di combustibile o le loro valvole o le loro conduttore abbiano una falla. Secondo l’agenzia di notizie Kyodo, negli edifici delle turbine ci sono alcune zone letteralmente inondate di acqua altamente contaminata (in alcuni punti raggiunge 1,8 metri). Non e’ chiara l’origine del liquido, ma considerato l’alto livello di radioattivita’ la Tepco, la societa’ che gestisce l’impianto, non esclude che provenga dall’interno di uno dei reattori o di una delle piscine di combustibile esausto. Dopo che tre operai sono stati ustionati da radiazioni lavorando con i piedi immersi in questa acqua, i tecnici stanno cercando di drenare le pozze d’acqua altamente radioattiva vicino ai reattori.

Sara Moretti

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