La bambola da allattare: genitori americani in rivolta


Uscita due anni fa in Spagna, con il nome di “Bebè avido”, ora è sbarcata in America, ma non è una di quelle novità commerciali che passano inosservate. Appare comprensibile infatti lo scalpore suscitato dalla messa in vendita della bambola da allattare. Si chiama Brest Milk Baby, e per mezzo di questo “giocattolo” le bambine hanno l’opportunità di simulare in tutto e per tutto l’esperienza dell’allattamento. Si deve indossare l’apposito bavaglino con dei foiri rosa posizionati nella zona in cui dovrebbero trovarsi i capezzoli di una donna adulta. Poi si avvicina la bambola al “seno” , e questa emette dei rumori simili a quelli che fanno i bambini quando succhiano il latte. Per rendere il tutto ancora più realistico, il gioco prevede che la “mamma”, a fine pasto, aiuti il bebè ad emettere il classico ruttino, altrimenti questo comincia a piangere. I genitori americani protestano perchè vedono in questa “trovata” un tentativo di sessualizzare precocemente i bambini, facendo loro vivere delle esperienze che non sono ancora in grado di capire.

Lo scopo, sempre secondo i genitori (ma ovviamente il dibattito si è poi esteso anche ai non genitori, ed agli esperti di vario genere) sarebbe quello di stimolare i bambini a diventare dei consumatori precoci.  Forzandoli a diventare adulti, insomma, si stimola anche la predisposizione a scegliere ed acquistare oggetti. Indubbiamente la questione non è di poco conto: dopo le polemiche sulle pubblicità infantili, e sulla morale e l’educazione in generale, polemiche tipiche in questi tempi di mutamenti vorticosi, quella della bambola da allattare non è sicuramente destinata a gettare acqua sul fuoco.


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