Cina, continua la repressione contro i cristiani

Continuano le repressioni e i divieti in Cina verso i cristiani e verso chi pratica la religione, nonostante le promesse di apertura che erano seguite alle Olimpiadi o alle rassicurazioni del governo sulla vivibilità nei propri territori. Naturalmente è sempre difficile riuscire a dialogare con i rappresentanti del governo cinese.

Questa mattina a Pechino, un gruppo di cristiani protestanti, sfrattati dal loro appartamento, che usavano per la celebrazione dei riti domenicali, avevano deciso di scendere in piazza ed usare la stessa per la loro preghiera, oltre a sensibilizzare la popolazione e i membri del governo al loro problema in una pacifica manifestazione. Una scelta dettata soprattutto dalla mancanza di un posto fisico, dove poter professare il proprio credo. Ma in Cina la situazione non cambia e le libertà sono vere illusioni.

Secondo testimoni, i cristiani, una volta scesi in piazza, hanno trovato la stessa occupata da centinaia di poliziotti che ne hanno impedito la protesta e fermato anche molti manifestanti.

Lo sfratto dei fedeli della Chiesa di Shouwang che conta un migliaio di fedeli, è avvenuto da parte del proprietario minacciato dai poliziotti stessi. Resta alquanto imbarazzante riuscire a vedere un paese come la Cina, con tutti i suoi divieti, sedere all’ONU e contrastare gli appoggi ai dissidenti dei regimi.

La Cina è uno dei paesi più forti economicamente ma non è nuova ad azioni del genere. La repressione verso ogni forma che sia contraria alle disposizioni del partito e quindi del governo, è all’ordine del giorno, come non è nuovo l’ostruzionismo verso i cristiani che in Cina è una religione perseguitata. Le funzioni infatti vengono effettuate di nascosto e i cristiani imprigionati e continuamente perseguitati. Non solo i cristiani vengono perseguitati, ma ogni altra religione che non è quella ufficiale del paese.

Teresa Corrado

One response to “Cina, continua la repressione contro i cristiani

  1. VISTO CHE IN ITALIA I PRETI COMANDANO SU TUTTO E TUTTI FANNO BENE IN CINA.

    Il Diritto Canonico è ciò che i vescovi vogliono che sia. Non è mai servito per preservare i diritti dei laici.
    Tutta la Casta Ekklesiastica è marcia e deve essere posta sotto processo a livello internazionale. Se questo non avverrà subito, due sono i messaggi forti dal fronte delle sottane: 1) la Chiesa comanda sugli stati sovrani che, quindi, sono una sua colonia di sottoposti (fanno bene allora la Cina e i paesi musulmani a controllare in maniera strettissima l’operato del Vaticano nell’ambito del proprio territorio); 2) tutti gli stati che non aboliranno il concordato con codesta istituzione a delinquere sono corresponsabili e complici di ogni infrazione e crimine da essa commessi.
    Intanto, la soluzione parziale consisterebbe nel cominciare a togliere alla Casta Cattolica l’Ottopermille e i finanziamenti statali che la ingrassano e la corrompono in maniera che ormai non vi è più alcuna differenza tra cosche mafiose o i cartelli della droga e lo Stato della Chiesa. Anzi, forse è pensabile che – in alcuni casi – ne sia la cupola occulta, che muove le fila a livello internazionale, come all’epoca dello IOR, Marcinkus, Calvi e Sindona. Torniamo però alla vicenda Gauthe.
    DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni)
    517 pagine, 130 immagini, € 25

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