Siria, donne e studenti bloccano l’autostrada

foto adnkronos

Le donne della Siria scendono a centinaia in piazza, protestando contro il regime attuale, che impedisce la libertà, la giustizia. Scendono in piazza le donne con il velo, per protestare e chiedere la liberazione dei propri figli, mariti, fratelli, incarcerati in massa nei giorni scorsi perché alle prese con una delle proteste più grandi che la Siria ricordi. Scendono in piazza scandendo le loro richieste, pretendendo di essere ascoltate da un governo che, nonostante le dure e lunghe proteste, non si sono fermate nonostante le dure repressioni messe in atto dal regime, nonostante i morti e gli arresti.

Fumo negli occhi è stata la caduta del governo del presidente Hafez el Assad, come le sue promesse. Nessuno ormai si aspetta di vedere un cambiamento grazie all’attuale premier, soprattutto dopo la repressione che questi ha messo in atto contro i manifestanti.

Adesso tocca alle donne in massa, scendere per le strade, protestare per le piazze della Siria, per non fermare le richieste che hanno animato le manifestazioni dei giorni scorsi, per non far dimenticare i morti che il popolo siriano ha subito, per mostrare al mondo che non si tratta di poche persone, ma che a muovere la rivolta sono in tanti. Che il vento di cambiamento sta colpendo inesorabilmente tutti i paesi arabi.

Con le donne protestano per la prima volta anche gli studenti universitari di Aleppo, seconda città per grandezza e importanza dopo Damasco, che, all’interno del Campus, hanno dato inizio alle proteste. I giovani si alleano con i manifestanti per cercare di far ascoltare a tutti la propria richiesta.

Teresa Corrado

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