Siria, arrestate una giornalista e un’attivista dei diritti umani

Continuano le proteste in Siria e continuano a scendere in piazza anche le donne che con cartelli su cui apparivano scritte “No alla violenza”, “No alle stragi”, “Togliete l’assedio ai bambini di Deraa”. Hanno manifestato in 150 per appoggiare le manifestazioni che si svolgono in tutto il territorio. Questa era pro Deraa, città simbolo della rivolta siriana a presa d’assedio dalle forze governative. Davvero poche donne per una protesta, ma dobbiamo sempre ricordarci che in Siria, non c’è la libertà e la parità diritti di cui oggi noi occidentali, godiamo senza alcuno sforzo.

La manifestazione delle donne ha causato l’arresto di una giornalista siriana e un’attivista per i diritti umani Diana Jawabra di 39 anni, arrestata dinanzi a casa sua. Preoccupazione per le due donne arrestate c’è da parte di tutti i promotori delle manifestazioni, come del resto per il clima sempre molto acceso che si respira nel paese.

Le città in fermento restano sotto assedio dell’esercito e anche sotto il tiro dei cecchini che non lasciano tregua ai manifestanti. Ogni volta che la gente scende in strada, scoppiano tumulti e la polizia spara direttamente sulla folla, uccidendo e ferendo molte persone, tra cui ragazzi e bambini.

Intanto la comunità internazionale continua a sottovalutare la situazione siriana e a non prendere seri provvedimenti contro il governo che non intende fermare gli attacchi contro la popolazione.

Dopo l’uccisione di Bin Laden, la comunità internazionale, o meglio, le agenzie internazionali, aspettano di vedere come reagiranno i paesi musulmani e quali direzioni prenderanno soprattutto quelli che, come Libia, Siria, si oppongono con forza ai regimi esistenti.

Teresa Corrado

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