Siria, scudi umani difendono Banias

I carri armati dell’esercito siriano sono arrivati a circondare ed attaccare la città di Banias, mentre i cittadini si dispongono a difesa della città facendo da scudi umani. A riferirlo è un attivista per i diritti umani, con cui si sono messi in contatto i giornalisti dell’agenzia France Press. Adesso è sempre più difficile riuscire ad avere notizie certe sulla sorte dei manifestanti siriani.

Dopo l’attacco alla città di Deraa, da cui ha avuto inizio la dura protesta, durato fino a due giorni fa, l’esercito si prepara a soffocare la rivolta anche a Banias, dove i cittadini si sono opposti ponendosi come scudi umani dinanzi agli ingressi dei quartieri del sud della città.

Nonostante la comunità internazionale continui a non occuparsi delle proteste siriane, i cittadini sono scesi ancora in piazza, ieri, per l’ottavo venerdì consecutivo e hanno protestato con forza contro il governo di Assad. Sembrano davvero inarrestabili e pieni di fiducia nelle loro capacità, continuando a protestare civilmente, mentre l’esercito spara sulla folla. Anche ieri si sono registrati circa quaranta morti, soprattutto civili, sparsi per tutte le città in cui ci sono stati cortei di protesta contro il regime.

Entrando a Banias, l’esercito ha anche tolto l’elettricità e tutte le comunicazioni, impedendo che si sappia cosa stanno facendo lì le forze governative e impedendo ai ribelli di comunicare tra loro.

Nemmeno le sanzioni dell’ONU e le continue richieste di fermare la repressione, fatte al governo di Assad, riescono a fermare il massacro che si sta perpetuando in Siria.

Teresa Corrado

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