Usa, Netanyahu e Obama ai ferri corti

I rapporti tra Usa e Israele si fanno tesi. Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha infatti appoggiato una soluzione sull’eterno conflitto che distrugge ormai il territorio israeliano e palestinese e la scelta caduta sulla richiesta appoggiata da anni, dei palestinesi.

Secondo questa, infatti, i confini dei due stati, dovrebbero ritornare a quelli che erano i confini prima della guerra del 1967. Ciò comporta che Striscia di Gaza, Cisgiordania e parte di Gerusalemme Est, dovrebbero tornare sotto l’egemonia palestinese.

Ma il premier israeliano Netanyahu, che è arrivato ieri a Washington, non è affatto d’accordo con la giunta di Obama, di cui già aveva appurato che la scelta del governo americano non concorda con la loro.

Appoggiare la visione palestinese del territorio mediorientale, non piace ad Israele che alza subito la voce e mette in allerta gli Usa. Il loro comportamento, infatti, non è consono a quello in cui li avevano abituati le precedenti amministrazioni americane, che avevano di condannato le numerose prese di posizione di forza del paese ebraico, ma lo avevano comunque, sempre appoggiato.

Netanyahu non ha usato giri di parole, ma ha subito affrontato il problema e dicendo che gli americani non possono comprendere a fondo il problema e nemmeno quello che il popolo ebraico deve affrontare.

Israele non ha alcuna intenzione di cedere alle richieste palestinesi e vuole rivendicare con decisione la sua autonomia e la sua vittoria sul popolo palestinese, mantenendo intatto il confine,

Per mettere in chiaro la decisione, ha ordinato la costruzione di 1.550 alloggi nei territori contesi, che saranno consegnati ai coloni appena costruiti.

Davvero la pace in Medio oriente sembra davvero una lontana chimera.

Teresa Corrado

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