G8 2011: si parlerà di nucleare, Medio Oriente e terrorismo

da www.ong-ngo.org

Il G8 che ha iniziato i lavori con grande interesse visti i numerosi punti in agenda del summit. Il primo argomento di cui si è occupato il G8 è stato il nucleare. Dopo il recente disastro di Fukushima, i lavori non potevano iniziare con una particolare attenzione sul tema della sicurezza, che preoccupa non poco tutti noi. I recenti fatti giapponesi, ne hanno mostrato la poca stabilità e, a fronte degli avvenimenti recenti, anche la pericolosità, visto che il disastro di Fukushima è uguale a quello che avvenne a Cernobyl nel lontano 1986.

Un accordo si è raggiunto proprio su questo argomento che prevede l’innalzamento degli standard di sicurezza per le centrali nucleari ed anche maggiore trasparenza nelle informazioni. Un accordo siglato da tutti i paesi e che ha anche stabilito un fondo per la messa in sicurezza della città di Cernobyl, fondo a cui partecipano tutti i paesi del G8, tra cui anche l’Italia, con una spesa di 26 milioni di euro.

Intanto tutti si sono complimentati con il Giappone che dopo il disastroso terremoto che lo ha colpito nel marzo scorso, sta cercando di rimettersi in piedi e di far fronte alle numerose difficoltà che questo ha causato in moltissime zone del paese.

Si parla anche di economia globale, argomento discusso ad ora di pranzo. Molti economisti avevano previsto che il terremoto disastroso del Giappone, avrebbe avuto conseguenze sull’economia globale. Ma stranamente l’economia globale è in crescita e sembra che il sistema finanziario sia in fase di guarigione, nonostante ci siano argomenti per cui ci vorrà ancora molto tempo, come per esempio la politica economica dei paesi emergenti.

Un altro argomento molto importante è quello legato ad Internet, con la presenza al summit di Maurice Lèvy, magnate francese della pubblicità e organizzatore del forum. Al forum erano presenti anche i maggiori rappresentanti delle compagnie del web, quali Microsoft. Ma nessuno accordo è stato siglato sull’argomento, nonostante i rappresentanti di Stato e gli imprenditori del Web ne sentano l’esigenza. Le divergenze sono molte, tra cui anche le esigenze tra i diversi Governi. Infatti mentre per i principali paesi del mondo resta importante fissare almeno uno schema di regole da rispettare, per le aziende operanti nel settore c’è il timore di farsi imprigionare in una rete di restrizioni, che farebbe perdere alla rete la sua caratteristica di libera comunicazione.

Al G8 c’è tempo di parlare anche di Gheddafi e della Libia, dove tutti sono concordi nel sottolineare la necessità di porre fine al più presto alla guerra civile che sta caratterizzando il paese e individuare una soluzione politica alla crisi.

Dossier anche sulla “primavera araba” e delle violenze che stanno caratterizzando i popoli del mediterraneo. Non possono non essere prese in considerazione le repressioni e le violenze che gli Stati arabi stanno perpetuando sui manifestanti, ciò che accade in Siria ed altri paesi non può essere ignorato. Ma si parla anche di Pakistan, Afganistan, e anche delle conseguenze che potrebbe avere l’uccisione di Bin Laden verso l’intera comunità mondiale.

Al G8, per la prima volta partecipano anche rappresentanti della politica africana: Algeria, Costa d’Avorio, Guinea, Egitto, Etiopia, Nigeria, Niger, Senegal, Sudafrica, con incontri e discussioni in cui parteciperanno attivamente anche questi paesi.

E naturalmente non sono mancate le manifestazioni anti-G8 e contro l’economia globale, che caratterizzano, ormai da anni, ogni summit.

TC

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