Nucleare: anche la Svizzera chiude le centrali

C’è chi impara dai propri errori e chi negli errori, ci vuole ricadere, nonostante le continue avvisaglie. La Svizzera, paese della precisione, ha deciso di chiudere le porte all’energia nucleare, nociva e dannosa per l’intero ecosistema.

I deputati del Consiglio nazionale, la Camera bassa del Parlamento, hanno approvato i piani messi a punto dal governo, per la chiusura definitiva dei cinque reattori presenti sul suolo svizzero.

La progressiva rinuncia al nucleare, avverrà gradualmente e si concluderà nel 2034. Il primo reattore a spegnersi, sarà quello di Beznau nel 2019, poi toccherà a quelli di Beznau II e Muehleber che lo faranno nel 2022, quindi a Goesgen nel 2019 e infine a Leibstadt nel 2034 che sarà l’ultimo spento.

Il piano governativo è preciso e volge lo sguardo alla ricerca di alternative fonti di energia del tutto, o molto meno nocive del nucleare.

Tutto questo accade in Europa. Dopo la Germania, annuncia la definitiva rinuncia ai reattori anche la Svizzera, che, anche se piccolo paese, ha in attivo ben 5 reattori.

In Italia il problema sarà risolto ai referendum, con cui i cittadini potranno esprimere la propria opinione sull’energia nucleare e far sentire il loro volere alla Camera e al Senato, per evitare che il nucleare, abbandonato già anni fa, come fonte energetica, resti nell’oblio delle persone e non venga utilizzato sul nostro territorio.

Una scelta questa, che coinvolge milioni di cittadini. Mentre l’Europa e gli altri Stati cercano di uscire da questa spirale di energia, il governo Italiano prova a mettere in atto una politica energetica che sembra bocciata da qualsiasi nazione di cui le centrali fanno parte.

Teresa Corrado

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