Libia, ribelli libici ribadiscono: via Gheddafi

Ormai il Cnt ha cominciato ad agire e muoversi non solo a livello internazionale, come un vero e proprio stato, senza l’autorità del colonnello Gheddafi, anche se i ribelli ammettono che adesso devono combattere contro due nemici: il rais e la fame. La popolazione è ormai stremata dalla lotta e dal blocco dei generi alimentari. Per questo Abdel Rahman Shalgam, ambasciatore all’Onu ed ex Ministro degli Esteri libico, che è passato ai ribelli, ha chiesto ai paesi e all’Organizzazione delle Nazioni Unite non solo soldi, ma anche cibo, medicine e carburante. Il cibo e le medicine sono essenziali per la sopravvivenza delle persone che non possono ancora lavorare, ma i contanti servono a pagare gli stipendi di persone che con la guerra, non ricevono alcun sostentamento da mesi.

Una grave crisi che si aggiunge alla guerra. Sicuramente gli insorti speravano che con l’aiuto delle forze alleate, sarebbero entrati senza difficoltà e in poco tempo a Tripoli, ma non avevano pensato che Gheddafi riuscisse a mantenere un congruo numero di fedelissimi dalla sua parte, che avrebbe lottato a lungo per il proprio comandante.

Per sopperire alle necessità della popolazione e alle proprie, i ribelli inizieranno a produrre petrolio. La prima ditta che ha acquistato dalla Libia ribelle, è americana, la Tesoro, che ha ricevuto il primo carico proprio in questi giorni.

L’Italia, invece si è impegnata con un sostegno economico di circa 300/400  milioni di euro in cash e 150 in carburante, avendo per garanzia gli asset libici in Italia.

Intanto, sulla richiesta di aiuti imminenti ai ribelli, si apre il terzo vertice del gruppo di contatto sulla Libia negli Emirati Arabi e a cui partecipa Hillary Clinton quale segretario di Stato degli USA, anche se le forze ribelli non sono state ancora ufficialmente riconosciute dal Governo americano.

Il Cnt sostiene il modello di aiuti dell’Italia che sembra il più consono per rispondere alle necessità della popolazione libica. Intanto il Gruppo di contatto sulla Libia ha ribadito con forza che l’abbandono di Gheddafi del potere, ma anche la sua uscita dal paese, è l’unica soluzione possibile.

Teresa Corrado

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