Crisi Grecia: sciopero generale e subito scontri

Oggi e domani la Grecia è paralizzata da uno sciopero generale di 48 ore, indetto dai maggiori sindacati del Paese, l’Adedy e la Gsee che raggruppano i lavoratori del settore pubblico e privato. La manifestazione è stata indetta per impedire l’approvazione del Parlamento del piano di austerità chiesto a gran voce dall’Unione Europea, ma che non piace per nulla alla popolazione greca, stanca dei continui tagli e sacrifici che il Paese chiede ai suoi lavoratori.

Ci sono stati scontri duri, oggi, con la polizia, che ha disperso una manifestazione nel centro di Atene, lanciando gas lacrimogeni contro i giovani scesi in piazza a protestare e che, a loro volta, lanciavano bastoni e bottiglie contro gli agenti in tenuta anti sommossa che erano in piazza Syntagma.

La tensione in questi giorni, in Grecia, resta molto alta. Il programma varato dal Governo prevede un piano economico molto rigido e ricco di sacrifici per tutti i greci, inoltre è un programma a medio termine e questo non piace per nulla alla popolazione.

Ma il piano di austerità è stato fortemente voluto dall’Unione Europea che, in caso contrario, non avrebbe aiutato il paese greco, con una seconda trance di soldi. Soldi che servono alla Grecia per riuscire a pagare i propri debiti, altrimenti dovrebbe dichiarare la bancarotta. Questa potrebbe trascinare con sé non solo alcuni stati Europei, ma tutti quelli che aderiscono all’Euro.

La UE continua a sottolineare l’importanza che ha l’approvazione del piano economico e che solo in questo modo potrà aiutare la Grecia a uscire dalla crisi. Per questo si sono rivolti ai parlamentari greci, perché approvino il nuovo provvedimento. Le prossime ore saranno decisive per la Grecia e questo mette anche a dura prova l’intera popolazione, ma se il governo farà uno sforzo incisivo, riuscirà a risollevarsi. È questo l’augurio che viene dalla UE e dal Fondo Monetario Internazionale, che hanno spinto per l’austerità e il sacrificio.

Teresa Corrado

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