Carestia in Somalia, da martedì parte ponte umanitario

Chiara accusa del vicepremier somalo Mohamed Ibrahim contro chi ha bloccato per molto tempo l’arrivo degli aiuti umanitari in Somalia. Ad essere sotto accusa, i militari integralisti islamici che prima hanno dato il permesso del passaggio degli aiuti umanitari e poi l’hanno negato. Intanto il vicepremier somalo, che sta partecipando ad un meeting organizzato dalla Fao a Roma, proprio per discutere della grave situazione del Corno d’Africa, lancia un appello perché si apra al più presto un corridoio umanitario per venire incontro alla popolazione somala in condizioni di carestia.

Si prevede per oggi l’inizio del ponte aereo umanitario che dovrebbe far giungere alla popolazione i primi aiuti a Mogadiscio. Lo ha annunciato sempre a Roma, durante il meeting della Fao, la direttrice del Programma mondiale alimentare, Josette Sheeran.

Ormai è diventata una corsa contro il tempo quella della Fao per scongiurare quella che ormai viene definita come una carestia infantile. I più colpiti, infatti sono proprio i bambini. Nella zona se ne conta mezzo milione di bambini somali a rischio di morte imminente per malnutrizione, mentre il numero sale a 2,3 milioni tra Somalia, Etiopia e Kenya.

I dati sono stati distribuiti dal direttore Unicef  Anthony Lake, che è apparso molto preoccupato per la situazione del Corno d’Africa, dove si aspetta una ingente partecipazione mondiale, i cui costi sono di circa 300 milioni di dollari fino alla fine del 2011.

Buone notizie arrivano dalla Banca mondiale che ha stanziato subito 500 milioni di dollari per finanziamenti a lungo termine agli agricoltori somali, mentre una parte dei soldi, 8 milioni di dollari, serviranno per l’assistenza immediata alla popolazione affamata, cercando di aiutare chi ha bisogno immediato.

L’opera della banca mondiale è rivolta a superare il problema a lungo termine e non con soluzioni immediate ma senza futuro. Aiutare il Corno d’Africa è una priorità mondiale che serve a salvaguardare delle vite umane, soprattutto di gente innocente, quali sono i milioni di bambini a rischio nella zona.

Anche l’Ue si è attivata per andare incontro alla richiesta di aiuto della Somalia, garantendo aiuti non solo per la carestia, ma anche verso il problema dei rifugiati e delle violenze, che ha aumentato notevolmente il problema della siccità della zona. Florida Fink-Hooijer ha anche dichiarato che è necessario assicurarsi che gli aiuti arrivino concretamente sul posto ed ha dichiarato che si sta aumentando l’intervento dell’Ue in quelle zone.

Teresa Corrado

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