Libia, ucciso il capo dei rivoltosi libici di Gheddafi

Libia, ucciso il capo dei rivoltosi libici di Gheddafi-Abdel Fattah Younes, ex ministri del colonnello di Gheddafi e a capo dei rivoltosi è stato ucciso in un agguato dalle forze militari del regime, con lui sono stati uccisi anche due suoi colonnelli. Ad annunciare la morte del generale che ha guidato da subito la rivolta, sono stati i membri del Consiglio di Transizione libico in conferenza stampa a Bendasi. L’ex ministro aveva guidato il gruppo di ribelli da marzo, contrapponendosi all’egemonia del colonnello Gheddafi.

La vicenda dell’ucciso del generale, resta però ancora sotto un certo mistero e le indicazioni rese alla tv di Al Jazira non sono ancora chiare del tutto e rendono la cosa sospetta.

Il generale, infatti, era stato convocato a Bengasi dal Cnt, per partecipare ad un interrogatorio per le sue presunte relazioni e tra alcuni suoi parenti e il regime di Gheddafi. Secondo indiscrezioni si sospettava anche che Younes avesse intrapreso contatti segreti con il regime, qualcuno avrebbe anche sospettato un ruolo da “doppiogiochista” da parte del generale.

A Bengasi, però, l’uomo sarebbe caduto in un agguato, non ancora ben definito, nel quale avrebbe perso la vita. Certi non sono nemmeno i connotati degli assalitori, almeno per il momento, anche se il capo del commando è stato arrestato. Intorno alla vicenda, resta un alone di incertezza e mistero che rende la circostanza poco chiara.

Intanto nella capitale Tripoli, continuano i bombardamenti e si sentono forti esplosioni che preoccupano la popolazione. Nonostante il continuo bombardamento, le forze ribelli non sono ancora riuscite a prendere la capitale e a destituire il potere del colonnello Gheddafi, che invece, è tornato a parlare ai suoi fedelissimi attraverso un messaggio audio, nel quale elogia il loro coraggio e incoraggia a continuare la lotta anche con il sacrificio delle proprie vite perché siano sconfitti i nemici e la Nato. Nell’invito del sacrificio di Muammar Gheddafi, trovano posto anche le donne e i bambini che sarebbero pronti ad immolarsi per impedire che lui lasci il potere.

Teresa Corrado

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