Siria, sono 54 i morti ad Hama

Siria, sono 54 i morti ad Hama-È ripreso con forza e violenza l’attacco delle forze di regime siriane contro le manifestazioni anti-governative. Ad Hama, la città che nei giorni scorsi è stata il centro di manifestazioni che hanno richiamato un altissimo numero di partecipanti, ci sono state le prime ripercussioni.

All’alba infatti, carri armati dell’esercito siriano hanno cominciato a sparare sulla città. I residenti e fonti ospedaliere, raccontano che si sentono sparare granate con un ritmo di circa quattro al minuto e che i carri armati hanno fatto ingresso nella città da quattro direzioni diverse. Si contano per il momento 54 morti, ma il numero potrebbe aumentare con l’avanzata dei carri armati all’interno della città e i conseguenti rastrellamenti, anche se sarà sempre più difficile ricevere notizie.

Nei quartieri principali della città, sono anche state tagliate acqua ed elettricità, una mossa per mettere in difficoltà la popolazione, come è già avvenuto in altre città siriane dove sono stati colpiti i dissidenti.

L’attacco con carri armati e granate, non è nuovo infatti, in questo paese, dove prosegue la rivolta pacifica degli attivisti che ormai da mesi chiedono riforme e la fine dell’egemonia del partito di Assad. La loro lotta, cominciata con raduni ogni venerdì della settimana, prosegue, non trasformandosi in guerra civile perché gli oppositori si limitano a scendere in piazza protestando e scandendo slogan. I manifestanti sono notevolmente aumentati di numero, mentre l’esercito spara sulla folla, rastrella le città, chiude in carcere i dissidenti. In questi mesi sono state ritrovate fosse comuni, scattate foto su corpi di ragazzi che hanno subito percosse e si sono sentiti racconti da chi si è rifugiato in un altro paese, davvero raccapriccianti.

La primavera araba, somiglia molto alle opposizioni dei popoli sud americani contro i dittatori e alle migliaia di “desaparecido” che hanno caratterizzato gli anni delle contestazioni.

Teresa Corrado

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