Ucraina, Iulia Timoshenko resta in carcere

L’ex premier ucraino Iulia Timoshenko resterà in carcere. A deciderlo è stato il giudice Olga Efimova che ha rigettato la richiesta di scarcerazione dei suoi avvocati, dopo averla respinta già lunedì scorso. Nonostante gli avvocati avevano richiesto ancora una volta la scarcerazione della loro assistita, dietro cauzione, ma la Corte d’appello ha negato anche questa richiesta.

Farà discutere sicuramente anche l’assenza in aula della diretta interessata, motivata da parte dei giudici, come non “necessaria”.

L’ex premier ucraino è stata arrestata venerdì scorso mentre partecipava ad un’udienza del processo che la vede imputata per abuso di potere inerente alle forniture di gas con la Russia. La donna, eroina della Rivoluzione arancione, nonostante abbia negato le accuse, continua ad essere oggetto di indagini. Questo, infatti, non è l’unico procedimento aperto nei suoi confronti.

Il motivo del suo arresto è la sua irriverenza, mostrata verso la corte e i testimoni dell’accusa, che contraddistinguo comunque il suo carattere determinato e deciso. La Timoshenko, infatti, non si è tirata indietro e ha anche accusato l’attuale leader politico di voler compromettere in questo modo la sua partecipazione alle prossime elezioni.

Secondo gli avvocati della Timoshenko, la decisione di non rilasciare la donna, è stata presa al di fuori del tribunale e per lei si sta attuando una giustizia sommaria e di parte, che segue le indicazioni dell’attuale governo, intenzionato ad eliminare uno de suoi più accesi oppositori.

Preoccupazione è stata espressa nei giorni scorsi da rappresentanti della Ue, che vedono in questa vicenda, una ristrettezza alle libertà e ai diritti civili.

Teresa Corrado

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