Il Libano accoglie le centinaia di profughi in fuga dalla Siria

Nelle ultime 48 ore centinaia di siriani si sono rifugiati in Libano a causa delle dure repressioni del governo di Assad, che si sono abbattute su moltissime città in cui si sono avute manifestazioni di protesta.

La dura repressione messa in atto dall’esercito governativo e dalla polizia di Damasco, ha messo in fuga gli abitanti delle città colpite dalla repressione. A dare il numero delle famiglie che si sono rifugiate in Libano, un centinaio di nuclei che sono fuggiti dall’area di Qusayr, una fonte della sicurezza libanese che lo ha comunicato all’Ansa restando comunque anonima.

Dall’inizio della repressione in Libano, sono giunti 4.500 civili siriani, fuggiti dalla città di Tall Kalakh, anche se adesso se ne contano ancora 1.500 persone, ad affermarlo il sindaco di Mqabile, una delle cittadine della zona in cui sono si sono rifugiati i profughi.

Intorno ad Assad continuano le defezioni da parte dei governi internazionali che cercano di fermare la repressione messa in atto dalla polizia e sostenuta dall’esercito. Ad alzare la voce in questi giorni ci ha pensato la Turchia, paese confinante con la Siria, che ospita al suo interno migliaia di profughi scampati alla repressione delle città siriane e che hanno raccontato le atrocità messe in atto dai militari contro la popolazione. Il governo turco, ha dichiarato che il tempo di parlare è ormai finito, il governo non può far altro che fermare i massacri.
Ma la fine della repressione sembra improbabile. Nonostante le continue sollecitazioni e le sanzioni dei paesi internazionali, la Siria non ha abbandonato la sua politica e continua la dura repressione contro i manifestanti pacifici che chiedono libertà, uguaglianza, fine del potere assoluto.

Teresa Corrado

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