Siria, Assad potrebbe rispondere all’accusa di crimini contro l’umanità

Bashar al-Assad, ha perso ogni legittimità. Ad affermarlo, oggi, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama a cui fanno seguito le dichiarazioni, di Nicolas Sarkozy, Angela Merker e David Camerun, che parlano a nome dei loro rispettivi paesi. A loro fa eco l’intera Unione Europea, con Catherine Ashton che condanna il premier siriano.

Dopo cinque mesi di repressione violenta e nonostante l’annuncio fatto oggi dal leader siriano, della sospensione degli interventi militari, la comunità internazionale, non crede alle parole di Assad e chiede che il premier abbandoni il potere.

Chi fa la voce grossa, in questo momento, sono gli Stati Uniti che hanno stabilito nuovi congelamenti di beni siriani e proibito investimenti in Siria, oltre a vietare lo scambio di petrolio o similari. È di oggi la notizia che il presidente siriano ha comunicato la fine delle repressioni al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, il quale ha chiesto una verifica delle parole di Assad, non essendo creduto.

Notizie provenienti dalla Siria e dagli attivisti, unici informatori non ufficiali, e da testimoni oculari, affermano che quanto dichiarato dal leader siriano non corrisponde a verità. Secondo quando comunicato, le repressione dell’esercito sarebbero continuate all’interno di città quali Latakia e Homs, con arresti indiscriminati. Inoltre continua la presenza di carri armati all’interno delle città prese d’assedio.

Orribili racconti, riportati sempre da testimoni oculari, parlano di soldati che si rifiutano di sparare sui civili e che vengono fucilati, arresti e violenze anche su bambini. Una serie di elementi che potrebbero portare Assad ad essere accusato di crimini contro l’umanità. Secondo l’Onu i morti dall’inizio della protesta sono 1.900, ma attivisti siriani parlano invece di 2.300 persone tra cui 400 delle forze di sicurezza. la stampa ufficiale, quella indipendente è stata espulsa dal paese, parla solo di 500 morti tra i soldati e la polizia, ma in assenza di rappresentanti indipendenti ed esterni, è difficile fare un bilancio esatto delle vittime della contestazione siriana.

Nel rapporto presentato dall’Onu al Consiglio di Sicurezza, si parla anche di un’esecuzione sommaria a Daraa, dove 26 persone, tra cui un ragazzino di tredici anni, sarebbero state bendate e poi fucilate nello stadio della città. Il fatto sarebbe accaduto il primo maggio scorso.

Le accuse contro Damasco potrebbero diventare molto pesanti e dalle fonti ufficiali, tramite un responsabile del ministero dell’informazione, arrivano commenti duri ad Obama e all’Europa, accusati di voler fomentare la rivolta e la ribellione.

Anche la Farnesina, però, si unisce al coro dei paesi europei che condannano le repressioni siriane, una linea che l’Italia ha sostenuto già da tempo e che ha spinto più volte a chiedere ai rappresentanti europei e alla nato, di provvedere nella misura di provvedimenti contro il governo di Assad.

Teresa Corrado

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