Libia ultime notizie, impossibile rintracciare Gheddafi

Libia ultime notizie-Continua la ricerca di Muammar Gheddafi da parte dei ribelli libici, che non si fermeranno fino a quando il leader della Libia non verrà catturato. Su di lui pende una taglia da 1,6 milioni che vale sia se preso vivo che morto. Oltre alla taglia, a chi consegna Gheddafi alle forze ribelle, viene promessa anche l’immunità.

Il colonnello, di tutto questo, però, sembra non preoccuparsi. È riuscito a fuggire dal suo bunker e continua a girare per Tripoli, incitando i suoi fedelissimi a combattere, a scacciare gli invasori tra i quali inserisce francesi e italiani che hanno avuto incontri con il leader del Cnt, Mahmoud Jibril, in visita nei due paesi dove ha incontrato rispettivamente il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

L’invito che Gheddafi fa ai suoi è durissimo, egli chiede ai lealisti di uccidere i ribelli strada per strada, senza paura, richiamando alle armi tutti gli uomini e le donne libiche. Ad esortare al combattimento anche la figlia del rais Aisha che continua a sostenere il padre nella sua battaglia.

Intanto, dopo che per ore i ribelli avevano inviato notizie su un possibile arresto imminente del colonnello, rifugiatosi in una fossa con i familiari, si è appreso che il rais sarebbe invece diretto verso sud, dove avrebbe delle fattorie e dove ci sarebbe anche un congruo numero di soldati a lui fedeli.

È naturale che le notizie che arrivino dalla Libia siano molto frammentarie e poco certe, a Tripoli regna il caos totale con zone della città in mano all’una o all’altra fazione e dove si contano ormai, un numero superiore a 1000 morti.

Cominciano anche le vendette dall’una e dall’altra parte. Trenta uomini appartenenti alle forze di Gheddafi, sono stati ritrovati crivellati di colpi, due sarebbero ammanettati e quindi si pensa ad un’esecuzione sommaria da parte dei ribelli, nel centro di Tripoli. Altri cinque cadaveri sono stati rinvenuti in un vicino ospedale da campo, uno era legato ad una barella e con ancora l’ago inserito nel braccio, alcuni indossavano uniformi, altri abiti civili.

È questa la preoccupazione maggiore indicata già da molti esponenti della comunità internazionale e della stampa. Le esecuzioni sommarie, in risposta alle violenze dei lealisti, mostrano un paese ancora fuori controllo e l’incitamento del colonnello Gheddafi a uccidere chiunque si oppone al suo regime, fa si che queste continuino a essere metodo di guerra.

Teresa Corrado

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