Libia ultime notizie, Bani Walid in mano ai ribelli

Libia ultime notizie-I “tuwar” hanno raggiunto un accordo con le forze ribelli che circondano la città e si sono arresi, permettendo l’ingresso di questi ultimi all’interno e senza spargimenti di sangue. A riferire la notizia è “Libya Hurra” (Libia libertà), la radio dei ribelli che ha annunciato la presa della città natale di Muammar Gheddafi senza spargimento di sangue, visto che è stata proprio la città ad arrendersi alle forze che si erano radunate ormai da giorni intorno alla roccaforte.

Secondo l’emittente, Gheddafi non era all’interno della città e quindi non si conosce ancora il suo nuovo nascondiglio. A confermare il tutto l’inviato dell’Ansa che è sul posto.

Sempre secondo quando raccontato ancora dalla radio, il colonnello sarebbe fuggito dalla cittadine tre giorni fa, ma non sono state fornite ulteriori informazioni, anche se i ribelli hanno confermato di essere a conoscenza del luogo ove si trovi l’uomo. A confermare la sicurezza di queste affermazioni ci ha pensato il capo militare dei ribelli Abdul Hakim Belhaj a Tripoli, secondo la tv Al Jazira, sarebbe in possesso di informazioni preziose sul luogo in cui si nasconderebbe l’ex leader libico.

Stamattina i ribelli avevano annunciato di voler entrare all’interno della città e di poterla conquistare in giornata, contravvenendo all’ultimatum che avevano dato e che sarebbe scaduto solo in settimana. L’ultimatum era stato dato dal Cnt e doveva scadere esattamente sabato prossimo, quello che scadeva sabato scorso, era stato rinviato per poter permettere ulteriori colloqui e trattative con i rappresentanti di Bani Walid.

Un comandante locale, però, stamane, ha dichiarato che le forze ribelli sarebbero entrate in giornata perché l’ultimatum sarebbe scaduto domattina.

Una confusione che potrebbe dipendere dalle troppe teste che continuano a comandare all’interno del Cnt e in prima linea, non sempre consapevoli delle scelte che avvengono nelle rispettive riunioni.

Il comandante Abdelrazek Naduri, aveva anche comunicato che in poche ore i capi tribù avrebbero partecipato ad una riunione per negoziare la resa della roccaforte dei lealisti.

Alla fine la città si è arresa e per fortuna senza spargere altro sangue innocente.

Intanto la Russia, attraverso il ministro degli esteri, Serghei Lavrov, ha fatto sapere che sarebbe opportuno che esponenti del governo di Gheddafi dovrebbero partecipare al processo di riconciliazione nazionale che si svolgerà in Libia a breve.

Teresa Corrado

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