Sanguinoso attentato a New Delhi: ci sono almeno 9 morti

Un altro terribile attentato in India. Ancora una volta colpito l’Alta Corte di New Delhi, un grande complesso giudiziale che sorge al centro della metropoli indiana. Il bilancio dell’attentato è ancora provvisorio, per adesso di parla di 9 morti e 45 feriti (leggi).

Questo è considerato il più disastroso e sanguinoso attentato nella capitale da circa tre anni. Ma è anche la seconda volta, in tre mesi che viene attaccato il tribunale di New Delhi. La prima è avvenuta lo scorso 25 maggio in un parcheggio e di cui non si conoscono ancora i mandanti.

Il metodo usato dai terroristi è uno dei peggiori e sicuramente quello che ha più risonanza all’interno del paese. Si è scelto di farlo di mercoledì, giorno di udienze pubbliche e anche l’orario è stato ben studiato. La bomba infatti, è esplosa intorno alle 10.15 di mattina, mentre circa 200 persone erano in fila per poter partecipare alle udienze pubbliche. Secondo le prime indagini, la bomba era nascosta in una valigetta 24 ore, che è stata abbandonata all’ingresso del tribunale.

La tv indiana ha mostrato le crude immagini di quello che è rimasto dopo l’esplosione e lo shock delle persone che hanno assistito alla deflagrazione. Alcune di loro, hanno rilasciato interviste con i vestiti ancora insanguinati e hanno detto che intorno a loro c’erano in terra decine di corpi di persone senza vita.

Immediatamente è stata sospesa la seduta del Parlamento che era in corso e il Ministro dell’interno  P. Chidambaram si è diretto nella zona per parlare con i giornalisti. Subito dopo l’attentato la polizia ha messo sotto stretta osservazione le principali arterie del paese istituendo anche posti di blocco e provvedendo a perquisizioni, alla ricerca di eventuali indizi. È scattato l’allerta nelle maggiori città indiane, ad affermarlo una fonte del ministero dell’interno ai media indiani, dopo una riunione d’emergenza con i responsabili del servizio di sicurezza. Sul luogo sono intervenuti subito gli investigatori della Nia, l’agenzia antiterrorismo nata proprio dopo i primi sanguinosi attentati. Ma il lavoro degli investigatori è reso più difficile dalla pioggia che è caduta dopo l’esplosione e che ha contaminato la scena del crimine, spazzando via importanti indizi.

Tutta la zona è stata chiusa anche ai giornalisti mentre l’ambasciata americana ha chiesto ai propri connazionali di prestare molta attenzione nel girare all’interno del paese. I responsabili dell’attentato sembrerebbero gli appartenenti al gruppo islamico Harkat-ul-Jihad Islam che hanno rivendicato l’attentato.

Teresa Corrado

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