Gheddafi guida l’offensiva in Libia

A fronte delle battaglie più cruenti che si stanno combattendo in queste ore in Libia, sembra inarrestabile la volontà dei lealisti di permettere al proprio capo, Muammar Gheddafi, di riprendere il controllo del paese. Una lotta che in questi giorni si sta combattendo senza sosta soprattutto in due città simbolo della resistenza del paese: Bani Walid e Sirte.

Con una grande offensiva i lealisti sono riusciti a far fuggire, solo due giorni fa,  i ribelli da Beni Walid, costringendoli ad una ritirata disastrosa, che ha visto anche numerose vittime tra le file dei ribelli. Bombardati dai razzi lealisti, i ribelli si sono ritirati anche se in principio erano certi di avere in  mano la città, che adesso è dominio delle forze del rais. Un corrispondente della France Presse racconta che gli uomini di  Gheddafi sono riusciti a colpire una postazione di ribelli fuori dalla città, utilizzando i razzi che hanno a disposizione. Le ambulanze arrivate sul posto hanno trasferito numerose vittime tra morti e feriti.

A Sirte, invece, la situazione continua ad essere ancora in bilico tra le due fazioni che si combattono senza sosta. Secondo il portavoce del regime di Gheddafi, Moussa Ibrahim non solo il leader libico starebbe combattendo in Libia, ma le forze fedeli al rais hanno anche armi che possono sostenere scontri per mesi. Nessuna intenzione di arrendersi viene espressa infatti dalle forze lealiste.

Il portavoce del rais ha anche fatto il punto sui continui bombardamenti che la città di Sirte subisce dalle forze Nato. Secondo quanto affermato, sono stai colpiti una zona residenziale della città e un albergo, del tutto estranei alle postazioni militari e si contano 354 morti e 90 dispersi, mentre i feriti sarebbero oltre 700. Ma Ibrahim che ha fatto anche un resoconto sugli ultimi 17 giorni di bombardamento, i morti nella città sarebbero oltre 2.000 e tutti a causa dei bombardamenti della Nato, messa sotto accusa dal rais già in precedenza.

Il portavoce ha anche precisato che Gheddafi ha guidato e continua a farlo, i propri uomini, prendendo personalmente il comando delle forze rimastegli fedeli. Parla alla gente, discute, da indicazioni, non si astiene da ogni aspetto della resistenza, mostrandosi presente in tutte le fasi del combattimento.

Mesi e mesi di lotta, promettono incessantemente le forze lealiste che non si arrenderanno ai ribelli né alla forza Nato, continuando la propria lotta fino alla fine. In fondo sono state proprio le parole del rais fin dall’inizio. Mai la resa e combattere fino alla morte.

Teresa Corrado

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