India, ragazza suicida dopo stupro: parla la famiglia

La notizia della ragazza di soli 23 anni stuprata in branco e poi suicidatasi, in India, ha sconvolto il mondo. Ricostruiamo brevemente la vicenda. La ragazza era stata violentata da più persone, e aveva denunciato i suoi stupratori. Un poliziotto voleva poi costringerla a ritirare la denuncia e a sposare uno dei suoi violentatori. La ragazza non ha retto questo peso, e ha tentato il suicidio, morendo dopo diverse ore di agonia. Adesso l’intera India è sotto choc: centinaia di persone, di cui moltissimi giovani, si sono riunite nell’area del Jantar Mantar di New Delhi per una protesta silenziosa dopo la morte della ragazza, avvenuta in un ospedale di Singapore. La manifestazione si è svolta in silenzio, tra la rabbia e il dolore, mentre tutto il centro della città è presidiato dalla polizia, in tenuta antisommossa. La famiglia ha parlato della tragedia. Ecco le ultime notizie.

La famiglia della ragazza indiana spera che il suo “sacrificio”, come l’hanno chiamato loro, possa servire per trasformare l’India in un posto più sicuro per le donne. A comunicarlo è l’ambasciatore indiano a Singapore, che ha fatto sapere che i familiari «sono in uno stato di prostrazione» ma «hanno ricevuto il conforto di un gran numero di messaggi di solidarietà pervenuti da ogni dove». «I genitori sperano – ha concluso il diplomatico – che la morte della figlia porterà un futuro migliore per le donne a New Delhi e in tutta l’India».

Come dicevamo prima, nella capitale la polizia ha dispiegato un ampio dispositivo di sicurezza che coinvolge migliaia di agenti, con il blocco di tutte le strade che portano all’India Gate, luogo in cui nei giorni scorsi si sono svolte numerose manifestazioni.

 

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