I genitori di Mauro Romano pronti a partire per Dubai: sperano nel test del dna dello sceicco

E’ una storia da film quella che la famiglia di Mauro Romano, scomparsi il 21 giugno del 1977 da Racale stanno vivendo. Aveva solo 7 anni il piccolo Mauro all’epoca e per molto tempo i suoi genitori non hanno saputo nulla di quello che era accaduto quel maledetto giorno d’estate in un pomeriggio di caldo salentino. A distanza di tanto tempo la mamma e il papà di Mauro Romano hanno una pista che porta dritta a Dubai. Il piccolo infatti pare sia stato rapito e forse rivenduto. Ma il finale di questa vicenda è clamoroso perchè Mauro potrebbe esser stato ceduto o venduto a una ricca famiglia araba. Non ha dubbi mamma Bianca, continua a pensare che quello nelle foto sui giornali di gossip sia suo figlio. Per Bianca e suo marito Mauro si trova a Dubai, sta bene e vive una vita più che agiata. Secondo i genitori di Mauro infatti, lo sceicco Mohammed Al Habtoor, 52 anni, figlio del magnate Khalaf Al Habtoor, uno degli uomini più ricchi degli Emirati Arabi Uniti sarebbe in realtà il loro Mauro.

Sono mesi che l’avvocato La scala, che segue il caso al fianco dei genitori di Mauro, cerca di raccontare questa storia tutelando la privacy dell’uomo. Ma alla fine il nome è trapelato, come anche tutti i dettagli di questa vicenda. Da mesi i familiari del bambino scomparso, che oggi avrebbe la stessa età dello sceicco, chiedono un confronto. Vorrebbero tanto fare il test del dna ma lo sceicco, che è stato informato di questa vicenda, e che conosce bene la storia di Mauro ( l’avvocato alcuni mesi fa aveva anche spiegato di aver parlato al telefono con il fratello di Mohammed) fino a questo momento ha rifiutato.

Bianca e suo marito Natale però non hanno nessuna intenzione di arrendersi e vogliono andare fino in fondo a questa storia. Per questo hanno intenzione di arrivare fino a Dubai per provare a chiedere questo test del dna.

La famiglia di Mauro Romano e il test del dna per lo sceicco arabo

Mamma Bianca intanto spiega come fa a essere così sicura che quell’uomo, oggi tra i più ricchi del mondo sia suo figlio. Anna fa, vedendo una foto di Mohammed su un giornale al fianco di Manuela Arcuri aveva avuto una strana sensazione e aveva iniziato a pensare che quello potesse essere suo figlio, prima ancora di scoprire, grazie alle nuove indagini, che il suo bambino era stato sequestrato dal barbiere del paese, un amico di famiglia.

Bianca spiega: “Nelle foto ho riconosciuto due cicatrici: una sul sopracciglio, l’altra sulla mano destra, che si procurò con un ferro da stiro“.

Ma non solo. Bianca e Natale sono convinti che Mohammed sia il loro Mauro: “Questi sono soltanto alcuni dei particolari in comune tra Mauro e quest’uomo — spiega Bianca —, non possono essere soltanto delle coincidenze. Siamo pronti a partire per Dubai, ma non possiamo andarci da soli. Siamo arrivati fin dove ci è stato consentito: non abbiamo alcun potere per andare oltre. È per questo che chiediamo che la vicenda sia presa in gestione dalle autorità“.

L’avvocato La Scala conferma che è stato davvero difficile provare ad avere contatti con la famiglia dello sceicco. Mamma Bianca continua: “Finora abbiamo trovato davanti un muro enorme “. Come detto anche in alcune trasmissioni televisive, la famiglia avrebbe voluto anche solo un contatto privato, senza mettere di mezzo la stampa. Una telefonata magari, ma non è stato possibile.

Ma chi è oggi quest’uomo che la famiglia Romano crede essere il piccolo rapito da Racale? Ex giocatore professionista di polo, imprenditore e filantropo, ma anche latin lover. Il presunto Mauro Romano avrebbe flirtato anche con Naomi Campbell, Valeria Marini e Manuela Arcuri, con cui è stato ritratto in una foto d’epoca durante un evento mondano.

Si è sempre indagato con la convinzione che il piccolo Mauro fosse stato rapito ma non ci sono mai state prove utili per credere che quello fosse il finale. Le indagini invece hanno portato al presunto sequestratore di Mauro Romano, un ex barbiere di 79 anni, per il quale il gip dovrà decidere il rinvio a giudizio: si tratta di un amico di famiglia che Mauro chiamava «zio» . L’uomo al momento non parla e le sue parole invece potrebbero essere fondamentali, potrebbe non sapere nulla delle sorti di Mauro ma già confermare una possibile vendita o anche il solo fatto di non averlo ucciso, sarebbe una partenza ( capire quanto sia credibile certamente, spetterà poi a chi indaga).

Le ultime notizie su quel maledetto giorno di giugno che ha cambiato per sempre la vita di questa famiglia: secondo la Procura, fece salire Mauro sul suo Apecar e lo condusse nella sua casa estiva per farlo giocare con il figlio. Questo, sempre secondo l’accusa, in attesa di consegnarlo a due individui, a oggi rimasti sconosciuti, che lo prelevarono poi con la forza facendo sparire di lui ogni traccia. Nel corso delle indagini sarebbe stato individuato il posto in cui il bambino potrebbe esser stato portato dopo il primo sequestro. Ma al momento non c’è un finale in questa storia che invece potrebbe arrivare se anche qualcuno dai posti di potere che contano, aiutasse i genitori di Mauro che da oltre 40 anni combattono per la verità.

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