Mauro Romano e le foto di Mohammed Al Habtoor da bambino: nessuna somiglianza

 Mamma Bianca e papà Matale non hanno dubbi: lo sceicco Mohammed Al Habtoor, 52 anni, figlio del magnate Khalaf Al Habtoor, è il loro bambino, il piccolo Mauro Romano rapito da Racale il 21 giugno del 1977. Dal 2008 chiedono che venga fatto il test del dna per togliersi questo dubbio, anche se sono convinti che quel giovane arabo sia il loro adorato figlio. Nella trasmissione Chi l’ha visto, è stata intervistata nella puntata in onda il 14 aprile 2021, una avvocatessa italiana che lavora proprio a Dubai e che conosce bene la famiglia Al Habtoor. L’avvocatessa non ha dubbi: non c’è nessuna storia di bambini venduti e comprati dall’Italia, Mohammed è figlio legittimo di suo padre, come dimostrerebbero anche le foto di famiglia che la donna ha mostrato ai giornalisti di Chi l’ha visto. Precisa tra l’altro che il giovane non è uno sceicco. Suo padre è benestante, è molto ricco ma non è uno sceicco arabo. Khalaf ha scritto una sua autobiografia, un libro che la dottoressa ha mostrato alle telecamere di Rai 3, facendo vedere anche le tante immagini di famiglia che ci sono allegate. Tra le immagini compaiono anche quelle dei tre bambini, Mohammed e i suoi fratelli, il più grande e la sorellina più piccola. Si può vedere dalle foto che già da piccolo Mohammed aveva i capelli scuri e non somigliava al bambino rapito dal Salento.

Tra l’altro l’avvocatessa prova anche a spiegare per quale motivo questa storia non sembra essere credibile. Khalaf è di religione musulmana, il che significa che avrebbe potuto sposare tutte le donne che avrebbe voluto, se mai avesse desiderato anche altri figli. Ma non solo, secondo la donna, non avrebbero mai “adottato” un bambino di una religione diversa da quella musulmana e non ci sarebbe stato bisogno di arrivare fino in Italia.

I genitori di Mauro Romano sperano ancora nel test del dna

I genitori di Mauro Romano continuano però a essere convinti del fatto che quell’uomo arabo sia il loro piccolo. Per mamma Bianca le cicatrici sono quelle di suo figlio, non si tratta di una casualità. E anche dopo aver visto le foto mostrate dalla trasmissione di Rai 3 chiedono ancora del dna. “Se ho sbagliato chiederà scusa, mi metterò anche in ginocchio” dice mamma Bianca. “Ma perchè non devono fare questo test, chiediamo solo questo” continua la mamma di Mauro Romano distrutta da oltre 40 anni di ricerche e speranze.

Questa storia potrebbe arrivare all’epilogo se solo chi è stato coinvolto parlasse, per mettere fine alla sofferenza di due genitori che da 40 anni vivono in un grande incubo.

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