Omicidio Guerrina Piscaglia: Padre Graziano condannato adesso va in carcere a Rebibbia

Il corpo di Guerrina Piscaglia non è mai stato ritrovato ma questo non ha cambiato la decisione dei giudici che hanno ritenuto, padre Graziano, responsabile di quanto accaduto alla donna. Arriva quindi la  terza condanna per l’uomo, a questo punto la condanna definitiva. 25 anni di reclusione per l’omicidio di Guerrina. E questa volta per lui si aprono le porte del carcere.  Padre Graziano è stato rinchiuso nel carcere di Rebibbia a Roma. Cambio di programma, rispetto alla prima destinazione che era Regina Coeli. L’esecuzione dell’arresto è avvenuta alle 2.30 ad opera dei carabinieri di Arezzo. Ricordiamo che la donna era scomparsa a maggio del 2014 da Cà Raffaello piccolo centro in provincia di Arezzo. Da quel pomeriggio di Guerrina non si sono mai più avute tracce. 

Padre Graziano è stato accusato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere di Guerrina. Il movente sarebbe legato a una relazione che c’era tra la donna e il prete. Secondo i giudici d’appello padre Graziano ha ucciso la sua amante in un momento di rabbia, dopo la richiesta della donna di dare una connotazione diversa alla loro storia, sotto la minaccia di rivelare tutto ai suoi superiori. L’uomo ha quindi fatto sparire il corpo e depistato le indagini.

Ricordiamo che Padre Graziano ha sempre negato si aver ucciso Guerrina Piscaglia e anche di avere una relazione con lei. Anche dopo la sentenza della Cassazione l’uomo si è detto innocente ma pronto ad accettare la decisione dei giudici. 

IL COMMENTO DEGLI AVVOCATI DI PADRE GRAZIANO AI GIORNALISTI DI CHI L’HA VISTO 

Ai microfoni dei giornalisti di Chi l’ha visto che seguono questo caso sin dalle prime settimane successive alla scomparsa di Guerrina, gli avvocati di Gratien hanno dichiarato: 

“C’è stato questo rigetto, ne prendiamo atto rispettando la decisione della Suprema Corte. Non la condividiamo perché riteniamo che sia stato un passo troppo in là per la quantità di elementi a disposizione. Padre Graziano rispetterà il dettato della legge e sconterà la pena. Noi ci rivolgeremo alla Corte Europea. Quando vengono preclusi dei diritti fondamentali è ovvio ricorrere… Sono state effettuate delle indagini in maniera parziale”.

La convinzione degli avvocato di Gratien è che non si siano fatte le indagini nel migliore dei modi e per questo sono pronti ad andare avanti. Decideranno il da farsi dopo aver letto le motivazioni depositate nelle prossime settimane. 

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