Un anno dopo il crollo del Ponte Morandi, i familiari delle vittime: “Non restiamo inermi, vogliamo segni concreti”


E’ stata una cerimonia carica di emozioni quella che si è tenuta oggi a Genova, un anno dopo il crollo del Ponte Morandi. A parlare non solo le alte cariche dello stato, dal Presidente del Consiglio al sindaco di Genova. Ma anche i parenti delle vittime che sono stati rappresentati da Egle Possetti, che nel crollo del Ponte ha perso sua sorella ma anche suo cognato e i suoi due nipoti. Ha chiesto scusa perchè ha letto il suo discorso, non volendo dimenticare nessun passaggio e la voce rotta l’ha tradita più volte. Ma è stata chiara e ha detto esplicitamente quello che i parenti delle vittime vogliono. “Una montagna infinita da scalare” così ha definito l’anno appena trascorso per tutte le famiglie delle vittime Egle, che ha parlato di come ancora oggi il dolore non riesca ad affievolirsi.

LE PAROLE DI EGLE POSSENTI RAPPRESENTATE DEI PARENTI DELLE VITTIME DEL CROLLO DEL PONTE MORANDI

Egle Possenti, presidente del comitato che unisce i parenti delle vittime, ha iniziato il suo intervento dicendo che «quanto è accaduto è inaccettabile: non possiamo restare inermi, chiediamo ai nostri rappresentanti segni concreti». Ancora: «Un anno fa abbiamo perso un pezzo del nostro cuore. È una montagna infinita da scalare, ma per la loro memoria dobbiamo continuare nella ricerca della verità. Siamo stati attori di una delle tante tragedie di questo paese. Chiediamo un segnale concreto affinché i cittadini possano sentirsi tutelati. I beni demaniali non possono essere la causa delle tragedie. Nel nostro paese la parola principale deve essere “prevenzione”». Prima di concludere, la donna ha detto che «chiediamo processi brevi, diciamo “no” alla prescrizione per reati di questa gravità. E un’unità di crisi per gestire le emergenze, perché nessuno si senta più solo. Grazie alla magistratura per la forza e determinazione con cui sta lavorando». Infine, un ringraziamento ai «cittadini che oggi e nei giorni passati ci sono stati vicini e ai giornalisti che hanno lavorato seriamente».

Tutti in piedi di fronte alla commozione di Egle e alla commozione di tutti i parenti delle vittime che con le sue parole non hanno potuto trattenere le lacrime. Il dolore è davvero immenso.

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