Il racconto della sorellina del piccolo Giuseppe ucciso dal patrigno Toni: “Fingevamo di svenire, mi voleva affogare con la testa sotto il rubinetto”

Sono davvero fortissime le dichiarazioni rilasciate in aula oggi dalla psichiatra che segue la piccola sorellina di Giuseppe, il bambino ucciso a Cardito dal suo patrigno Toni. Parole molto molto forti con le quali la dottoressa racconta quello che la piccola sorellina di Giuseppe ha dichiarato in questi mesi di cura. La bambina quel giorno, probabilmente, si è salvata solo per miracolo perchè anche lei era una vittima della ferocia del compagno di sua madre. Ed è anche per questo motivo che le maestre e la preside della scuola dove i due bambini andavano sono state citate in giudizio. Loro che avrebbero potuto fare qualcosa hanno taciuto: se hanno delle responsabilità oppure no lo deciderà il giudice ma nel frattempo, le parole della bambina, sono determinanti. La dottoressa Falco in aula oggi ha dichiarato: “Per difendersi aveva creato una strategia. Fingeva di svenire. Una strategia che aveva suggerito anche a Giuseppe e a noi, che la stavamo aiutando, in quanto ci riteneva in pericolo”.

Ricostruendo la vita che i due bambini erano costretti a fare, gli investigatori hanno scoperto che erano vittime di maltrattamenti da tempo. La piccola era andata anche a scuola con un orecchio deformato, probabilmente il suo patrigno le aveva fatto del male mordendola. Ma neppure questo ha fatto scattare l’allarme.

LE PAROLE DELLA PICCOLA SORELLINA DI GIUSEPPE CHE RACCONTA I MALTRATTAMENTO SUBITI

La bambina avrebbe raccontato ai dottori che hanno ascoltato le sue parole, in merito a quel giorno: ” Ho visto Giuseppe sul divano, non riusciva a parlare, aveva gli occhi un po’ aperti e un po’ chiusi. Gli ho detto di respirare” .

E poi ancora, tutta la crudeltà di Toni, nelle parole della piccola che ricorda quanto male faceva a lei e al suo fratellino. “Papà Toni mi ha messo sotto il rubinetto tenendomi la bocca aperta, mi voleva affogare” ha raccontato la piccola alla dottoressa che la segue. Viva per miracolo quindi, e con una vita per sempre segnata dalla violenza e dal ricordo di quel maledetto giorno in cui ha visto morire il suo fratellino sotto i suoi occhi.

La bambina ha anche confermato che la madre non ha mai provato a difendere fisicamente lei o Giuseppe, tutto quindi avveniva sotto i suoi occhi, senza che lei reagisse.

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