Omicidio Luca Sacchi, il punto sulle indagini: dalle perizie alla pista di un compratore più importante


Non ci sono ancora grosse novità per quello che riguarda le indagini sull‘omicidio di Luca Sacchi. Non si vogliono commettere errori e si lavora cercando di mettere insieme dei tasselli che potrebbero ricostruire il puzzle di questa vicenda. Gli inquirenti stanno cercando di capire come, i ragazzi presenti quella sera fuori e dentro il pub davanti al quale Luca Sacchi è stato freddato, si siano messi in contatto. Pare infatti che, dall’analisi dei tabulati telefonici non sia emerso nulla, cosa che accade sempre più spesso considerando che ci si contattata via Whatsapp per cercare di lasciare meno tracce possibili. Ma anche in questo caso è possibile ricostruire quello che è successo, con più tempo però. Ci sono autorizzazioni da chiedere, dati da recuperare. Ma si può trovare il bandolo della matassa ed è quello che stanno facendo gli inquirenti. Una nuova pista, come racconta Open questa mattina, potrebbe portare in un’altra direzione le indagini: verso la ricerca di un compratore più grosso, come se il gruppo di ragazzi, fosse lì quella sera solo per comprare per una terza persona. Se già erano presenti sul posto due intermediari che lavoravano per i ragazzi di San Basilio, non si esclude che Anastasia, o Giovanni, fossero a loro volta intermediari per una terza persona, un compratore che potrebbe aver dato loro i soldi per l’acquisto della merce.

OMICIDIO LUCA SACCHI ULTIME NOTIZIE: IL PUNTO DELLE INDAGINI

Ma tutto questo è ancora da dimostrare e per il momento le persone coinvolte in questa vicenda non sono state nuovamente sentite. Neppure Anastasia che per il momento resta solo persona informata sui fatti in questa triste vicenda.

Nel frattempo proseguono le perizie. Già perchè dalle analisi fatte sulla mazza da baseball che sarebbe stata usata per colpire Luca, prima che venisse ucciso, non ci sarebbero tracce di Anastasia. E questo confermerebbe anche il referto medico rilasciato alla ragazza dall’ospedale che non evidenzierebbe nessun trauma, nessuna escoriazione, nessuna traccia di botte nella sera in cui Luca è stato freddato. Ed è già questo un valido motivo che porta a pensare al fatto che Anastasia, su quella sera, non abbia poi raccontato tutta la verità.

Come riporta questa mattina Il Corriere della sera, da ieri nelle mani degli specialisti del Ris dei carabinieri ci sono anche altri reperti: l’ogiva e il bossolo del proiettile che ha ucciso il ragazzo in via Bartoloni e soprattutto lo zaino che indossava la sua ragazza. L’analisi di ogni oggetto potrebbe essere fondamentale per capire che cosa è successo davvero la sera in cui Luca è stato ucciso da Valerio del Grosso.

Le domande restano tante, una delle più importanti riguarda l’arma: che fine ha fatto la pistola usata da Valerio? Chi gli aveva dato l’arma e a chi l’ha ridata? Non si esclude tra l’altro che il ragazzo l’avesse portata perchè già in precedenza si era scontrato con Luca. I lividi sul corpo di Luca infatti potrebbero raccontare anche un’altra storia. Il giovane potrebbe esser stato aggredito in un altro momento, viste anche le tempistiche strette del momento in cui è stato ucciso. Ed è per questo che Valerio ha portato una pistola? Aveva capito che contro Luca non sarebbe bastata una mazza vista la sua prestanza fisica? Ma perchè Luca era in quel posto, che cosa sapeva ?

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