Positivo al coronavirus scappa dall’ospedale di Como in taxi: denunciato

Il grande problema del coronavirus è il contagio. Non facciamo altro che sentirlo dire in televisione, leggerlo sui giornali. Medici ed esperti continuano a chiederci di fare attenzione, di non andare al pronto soccorso se pensiamo di avere i sintomi di questo virus. Eppure continuano a succedere cose incredibili come quanto accaduto a Como, poche ore fa. Secondo quanto riferiscono i media locali, un uomo, che era ricoverato all’ospedale Sant’Anna, risultato positivo al nuovo coronavirus, avrebbe deciso di scappare dalla struttura. Stava bene, non voleva restare isolato dai suoi familiari: queste le motivazioni che lo avrebbero spinto a lasciare la struttura. Ma l’uomo, non lo ha fatto con la sua macchina, mettendosi poi in quarantena. Ha, secondo quanto si legge su tutti i siti di informazione lombardi, lasciato l’ospedale in taxi. E’ stato quindi in macchina con un tassista per diverso tempo, ben sapendo di avere il coronavirus.

Pare che al momento il tassista sia stato messo in quarantena e che stia valutando se denunciare o meno questa persona che lo ha messo in pericolo e che gli ha provocato anche dei disagi, visto che per almeno due settimane non potrà lavorare.

CORONAVIRUS ULTIME NOTIZIE: UOMO SCAPPA DALL’OSPEDALE DI COMO

L’uomo, che era in ospedale e che è scappato tra un controllo e l’altro, ha viaggiato per oltre una ventina di minuti in macchina con il tassista.

La persona positiva al coronavirus, scappato ieri dall’ospedale, ha 71 anni, è stato denunciato a piede libero dai carabinieri con l’accusa di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Ma il suo colpo di testa potrebbe anche riservargli altri guai, qualora lo sventurato taxista che – all’oscuro di tutto – lo ha accompagnato a casa, dovesse ammalarsi.

Il 71enne invece è stato ritrovato in casa poche ore dopo e pare, almeno secondo i primi controlli effettuati dalle forze dell’ordine, che non abbia incontrato altre persone. A denunciare la scomparsa dell’uomo dall’ospedale erano stati proprio medici e infermieri che, passando nella sua stanza, non lo hanno trovato al momento dei vari controlli giornalieri.

I fatti sono accaduti la mattina del 2 marzo 2020.

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