Omicidio Peppe Lucifora a Modica: fermato un carabiniere, il movente sarebbe passionale

Il giallo di Modica sembra avere una svolta. Per settimane si è parlato della morte dello chef Peppe Lucifora, conosciuto da tutti in paese. Un omicidio, di questo non c’erano dubbi, ma poco si sapeva su quello che poteva essere il movente. Si è cercato nella vita privata dell’uomo e forse, proprio da queste indagini, è arrivata una risposta. Oggi infatti dalla Sicilia arrivano notizie su un arresto: ci sarebbe un presunto colpevole per l’omicidio del cuoco di Modica, Peppe Lucifora, 57 anni. Ricordiamo che lo chef era stato trovato morto, chiuso a chiave in una stanza della sua abitazione a Modica, il 10 novembre del 2019. A essere coinvolto in questo omicidio un carabiniere. E’ stato infatti arrestato per l’omicidio di Lucifora, Davide Corallo, 39 anni, residente a Giarratana (Ragusa) ma in servizio nel Siracusano. Era tra i sospettati ed era stato anche sentito sul caso. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri di Modica, su richiesta del sostituto procuratore di Ragusa Francesco Riccio e su disposizione del Gip Eleonora Schininà.

Della strana morte dello che conosciuto da tutti in paese, si era parlato per diverse settimane non solo in Sicilia ma anche sulla stampa nazionale. Del caso si erano occupate anche trasmissioni Rai e Mediaset che avevano seguito da vicino le indagini.

OMICIDIO PEPE LUCIFORA C’E’ UN ARRESTO: LE ULTIME NOTIZIE DALLA SICILIA

Corallo, secondo quanto si legge su Lasicilia.it, era stato iscritto nel registro degli indagati il 13 febbraio scorso, interrogato per diverse ore aveva confermato di conoscere il cuoco e di essere stato a casa sua negando di averlo ucciso. A quanto pare però le forze dell’ordine sarebbero entrate in possesso di prove evidenti che avrebbero quindi condotto all’arresto del loro collega. Pare che ci siano stati dei riscontri, per quello che riguarda le tracce di DNA trovate nella stanza dove il cuoco è stato ucciso. Un lungo lavoro quello del RIS di Messina che ha poi portato all’arresto dell’uomo.

“I motivi del gesto sono da ricondurre a verosimile movente passionale”, dicono gli investigatori. Corallo è stato dichiarato “temporaneamente non idoneo al servizio militare incondizionato” come riferisce Lasiciliaweb.it.

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