Perchè Viviana Parisi si è suicidata e avrebbe ucciso suo figlio? La risposta della procura e gli sms di suo marito

E’ stata davvero Viviana Parisi a uccidere suo figlio Gioele un anno fa nelle campagne di Caronia oppure questa storia ha uno svolgimento diverso? Per la procura non ci sono dubbi: è stata Viviana a togliersi la vita, si è suicidata dopo la morte di Gioele. Non ci sono altre persone in questa vicenda ma c’è solo il disagio di una donna che forse non aveva ricevuto l’aiuto medico necessario ad affrontare la sua malattia. E’ questa la conclusione di chi ha indagato, per questi motivi si chiude l’archiviazione dell’inchiesta per la morte di Viviana e Gioele. Da sciogliere però ancora un nodo: la morte del piccolo. Non si esclude infatti che Gioele possa aver avuto un malore. Ma l’ipotesi più accreditata è quella che vorrebbe Viviana assassina di suo figlio. I motivi secondo la procura di Patti, sono da rintracciare nei disturbi mentali che Viviana aveva.

Perchè Viviana Parisi si è suicidata? Le conclusioni della procura

Gli inquirenti hanno cercato di rispondere alle domande dei familiari di Viviana, anche per capire che cosa è davvero successo quel giorno nei boschi di Caronia. Secondo la ricostruzione, la donna si era ‘rifugiata’ nel bosco di Pizzo Turda allontanandosi insieme al suo bambino dalla sede autostradale. Durante il suo percorso non aveva risposto ai richiami delle persone che la stavano cercando . Secondo la tesi della procura Viviana riteneva di “dover scappare da inesistenti aggressori o perché temeva che il marito potesse toglierle la potestà genitoriale”. La perizia psichiatrica depositata dal professor Massimo Picozzi, consulente del Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, spiega che la donna soffriva di ”una patologia importante di valenza psicotica”, patologia “dalla quale non si era mai ripresa completamente”.

Nel corso delle indagini, gli investigatori avrebbero messo insieme anche altre prove che dimostrerebbero l’instabilità mentale di Viviana, fortemente turbata nei mesi del lockdown.  Si legge: “Il medico del Pronto Soccorso intervenuto ha ricordato di aver visto Viviana sdraiata per terra, che ripeteva la frase: ”Abbiamo consegnato i nostri figli al demonio!!”. Circa tre mesi dopo, a fine giugno, la donna era stata nuovamente condotta presso il Pronto Soccorso del Policlinico di Messina, per avere ingerito, volontariamente, come dicono i medici, dei farmaci “con chiaro intento autolesivo”.  

Nel corso di questo anno, Daniele Mondello si è battuto per sua moglie. Ha sempre detto che Viviana aveva avuto dei problemi ma che non avrebbe mai fatto del male a suo figlio. Dallo scambio di sms con sua moglie però, emergono altri aspetti. In un messaggio di giugno Daniele scriveva a sua moglie: “Prendi le pillole, se ami tuo figlio”.
”Hai rovinato la nostra famiglia, vergognati, mi dispiace solo per mio figlio che non si meritava questo.”
”Curati!”
. Era quindi evidente a tutti che Viviana avesse bisogno di aiuto. Questo non è il solo messaggio che oggi arriva anche sulla stampa. Ce n’è un secondo nel quale Daniele scrive a sua moglie: “Ti sono stato vicino per aiutarti, ma tu non vuoi farti aiutare e stai distruggendo la vita di nostro figlio, la tua e la mia e stai facendo soffrire la tua famiglia e la mia, per una volta ascolta chi ti vuole veramente bene!”. 

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