Anche la prossima settimana la Sicilia resterà in zona bianca tra mille perplessità

Da settimane si vocifera di un passaggio della Sicilia in zona gialla ma anche questo venerdì arriva la conferma: nessun cambio di colore, dal 23 agosto, almeno per la regione di Musumeci. Niente zona gialla, nonostante la situazione negli ospedali, il numero dei morti e i dati sulla campagna vaccinale. Si resta un’altra settimana in zona bianca e i dubbi, di chi analizza i dati, iniziano a essere diversi, come anche le perplessità di fronte a questa situazione.

Come mai quindi, dopo tanto parlare, la regione è rimasta in zona bianca? Secondo i dati del ministero diffusi oggi, manca uno 0,8% per superare la soglia di occupazione delle terapie intensive. La stessa percentuale della Sardegna che però ha un’incidenza di casi per centomila abitanti più alta (156,4 contro 155,8). Secondo quanto si apprende tra l’altro, la situazione sarebbe cambiata in quanto in extremis, la regione avrebbe aggiunto un numero di posti maggiore nelle terapie intensive. E chiaramente, crescendo il numero di posti letto, cambia anche la percentuale di posti occupati. Secondo i dati comunicati ad inizio agosto – l’aggiornamento dei posti in rianimazione si effettua su base mensile e contando soltanto quelli immediatamente attivabili -, la Sicilia ne ha tra gli 830 e gli 840. E non i 762 registrati da Agenas. Da qui la differenza nel dare il colore giallo alla regione, a poche ore dal giorno del cambiamento da parte di Agenas. Oggi dal ministero arriva la conferma: nessun cambio. Ciò non significa che la situazione sull’Isola preoccupi di meno, anzi. Cresce il numero di paesi che potrebbero passare in zona rossa, con le restrizioni quindi più severe.

La Sicilia resta in zona bianca ma la situazione è tutt’altro che tranquilla

Su Repubblica Palermo, si può leggere un interessante approfondimento dedicato alla situazione in Sicilia. Secondo il quotidiano siciliano, entrerebbe in vigore da oggi, la circolare dell’assessorato che dà mandato ai dipartimenti di prevenzione di classificare i territori su quattro livelli di rischio in base al rapporto tra contagi e vaccinati. Una trentina di comuni potrebbero quindi finire in zona rossa.

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