Robert Trajkovic è stato ucciso dal suo amico Alì per gelosia: frequentava la sua ex

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 Si è conclusa con una confessione la vicenda che ha coinvolto dei giovanissimi ragazzi di Trieste. Purtroppo Robert, è stato ucciso da un suo coetaneo, per motivi di gelosia, se così possiamo dire. E’ arrivata nelle ultime ore la confessione del giovane che ha Strangolato con un laccio stretto al collo Robert Trajkovic, che aveva solo 17 anni. E’ stato ucciso così il ragazzo triestino di origini serbe ucciso per gelosia dall’ex fidanzato della ragazza che stava frequentando da qualche giorno. Erano amici Alì e Robert, tanto che i genitori del giovane, non vedendolo tornare a casa, durante le ricerche, pensando che fosse scomparso, avevano chiesto aiuto anche al ragazzo, mai avrebbero pensato che potesse essere l’assassino. L’ex ha confessato: si chiama Alì Kashim, ventunenne di origini straniere, con padre marocchino e madre libanese, residente da tempo a Trieste. Robert aveva conosciuto la ragazza, una diciannovenne , durante una festa di Capodanno.

Robert ucciso per gelosia da un suo amico

Oggi Alì racconta che non avrebbe voluto uccidere Robert, ma solo dargli una lezione, fargli pagare quello che stava facendo.  Nel violento scontro fra i due, Alì ha però perso la testa, ha preso un laccio e gliel’ha stretto intorno al collo. Sotto choc anche la famiglia di Alì, stentano a credere che sia successo. E commentano, parlando con i giornalisti: «Era come un figlio per noi, non riesco a capire, non posso, è una cosa… La vedi questa, è di Robert», non si dà pace la madre di Alì indicando la sciarpetta che indossa con gli occhi pieni di lacrime, si legge sul Corriere della sera. Gli amici di Robert e Alì raccontano che il giovane marocchino non aveva proprio mandato giù il fatto che Robert e la sua ex si stessero frequentando. Loro che avevano vissuto anche insieme in Germania, che pensavano a sposarsi…Non voleva che la storia finisse in questo modo. Non voleva sapere che il suo amico stava con la ragazza che amava ancora.

Una lunga scia di sangue a Trieste

 «Quattro cadaveri in dieci giorni, a Trieste non siamo abituati — ha sintetizzato il sindaco Roberto Dipiazza — Questa del ragazzo mi fa però molto male, gli pagheremo il funerale… Noi facevamo a cazzotti, loro si ammazzano, il mondo è cambiato. Penso anche che il Covid sia stato disastroso per i giovani».

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