Francesco Facchinetti racconta quello che diremo ai nipoti nel 2030: abbiamo bisogno di favole


Il post pubblicato da Francesco Facchinetti sui social è di speranza, è una storia che gira sul web, è il racconto di un nonno al nipotino, parla di futuro, del 2030. Un nipote che chiede al nonno di raccontargli di quando l’Italia divenne una bellissima nazione, dovremo attendere dieci anni per conoscere il vero finale di questa storia ma intanto anche gli adulti oggi hanno bisogno di favole. Se non sarà davvero così come Facchinetti e tanti sperano magari sarà qualcosa di molto simile. Di certo ce la faremo, di certo terminerà questo periodo drammatico, di certo un giorno potremo raccontare che tutto è andato bene. Francesco attraverso suo padre sta vivendo da vicino la paura e il dolore; Roby Facchinetti vive a Bergamo, l’abbiamo visto tutti in collegamento con alcuni programmi tv e Francesco ha vissuto tutto a distanza con sua moglie e i figli ma non gli ha fatto mai mancare il suo affetto. Sui social fa la sua parte, infonde speranza anche con questa storia, continuando a ricordare a tutti di stare a casa.

COSA RACCONTEREMO NEL 2030: ANCHE FRANCESCO FACCHINETTI CONDIVIDE LA STORIA DELL’ITALIA 

“Anno 2030 – Nonno raccontami quando l’Italia divenne una nazione così bella! E il nonno cominciò: era il 2020, dieci anni fa. All’improvviso un’epidemia investì tutto il mondo, proveniva dalla Cina ma non si seppe mai la verità! L’Italia fu colpita prima di tutti in Europa, tanti morti, tutti chiusi in casa. Paura, diffidenza, gli ospedali erano pieni di gente. Durò tante settimane, fu dura! Il governo dopo un primo momento di incertezza reagì bene, con forza e coraggio. Tutti gli Italiani diedero prova di grande esempio e spirito di sacrificio. Le persone riscoprirono il valore dell’aiutarsi a vicenda” è vero, il presente lo stiamo vivendo tutti e le emozioni sono le stesse per tutti.

“Purtroppo la chiusura delle fabbriche e di tantissimi negozi fu il vero problema che dovemmo affrontare. Una crisi spaventosa, alla quale non eravamo preparati. Chiedemmo aiuto all’Europa, all’epoca avevamo una Comunità, così si chiamava: Comunità Europea. Doveva servire per fare una grande Nazione, come gli Stati Uniti. Ma altre Nazioni, come la Germania e l’Olanda dissero che dovevamo fare da soli. Oppure dargli le nostre aziende, gli aeroporti, le autostrade, l’oro della Banca d’Italia, i nostri risparmi. Ma come, dopo quello che avevano combinato, proprio loro!”.

E cosa accadde dopo? 

La storia si riempie di speranza, l’Italia che diventa unita come non era mai stata. “Accadde che ci rendemmo conto che dovevamo fare da soli: il Presidente della Repubblica chiamò tutte le aziende, e la Banca d’Italia emise un prestito solo per gli Italiani di 100 miliardi. Si chiamava SALVA ITALIA e doveva servire per risollevare le sorti del Paese. Successe l’incredibile. I politici rinunciarono ai loro stipendi per 6 mesi; tutti i dirigenti d’azienda fecero allora la stessa cosa ed anche tutti coloro che potevano, investirono la metà dei loro risparmi. Le aziende sane comprarono così tanti titoli che lo Stato Italiano raccolse 300 miliardi in poche settimane. A quel punto chiamarono un grande banchiere, un certo Draghi!”.

La favola prosegue: “Con quei soldi, non solo superò la crisi del momento, ma ricomprò anche una parte del debito estero che avevamo. Diminuì le tasse per consentire di produrre a costi più bassi. Dopo 4 mesi appena, eravamo la Nazione più in forma del momento, mentre le altre ci stavano a guardare sperando che non ce la facessimo. Alcune aziende che avevano spostato le loro produzioni all’estero, come la Fiat, tornarono in Italia. Il maggior fatturato consenti di ricomprare ancora i debiti che avevamo fatto negli anni passati. Eravamo così orgogliosi di essere Italiani, furono anni di grande intensità emotiva e riscoprimmo di essere un grande popolo, fortunato, perché vivevamo nel paese più bello del mondo!”. Il nipotino ringrazia il nonno, la favola è finita ma per qualcuno potrebbe essere la realtà.

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