Morra e Adua da vittime della setta e dell’Ares Gate a ingrati: parla anche Sergio Arcuri

Chi si aspettava le grandissime rivelazioni di tutti gli attori che per anni hanno lavorato per la casa di produzione Ares Gate, sotto la stessa agenzia di management, a quanto pare, avrà delle grosse delusioni. A quanto pare, da quella che doveva essere una setta, con Lucifero a capo di tutto, dall’istigazione al suicidio alle altre accuse gravissime, si è finiti da tutt’altra parte. Massimiliano Morra e Adua del Vesco a quanto pare, almeno secondo le testimonianze degli altri attori che con Tarallo ci hanno lavorato per lungo tempo , i due concorrenti del Grande Fratello VIP 5 sarebbero solo due grandi ingrati. Ne parla anche Sergio Arcuri, dopo le parole di sua sorella Manuela, e dopo la lettera di Ursula Andress a Dagospia. A parlare ci ha pensato anche Francesco Testi con una intervista per Selvaggia Lucarelli. E tutti sembrano concordare su una cosa: fino a quando si lavorava, nessuno fiatava, adesso che tutto è finito, si sputa nel piatto dove si è mangiato.

Testi ad esempio ha ben spiegato che tante delle cose raccontate da Morra e Adua sono vere: il fatto di dover mentire sull’età, il fatto di non poter avere una storia stabile e i tanti flirt fasulli inventati. Ma nulla che possa far pensare a una setta. E dello stesso avviso è anche Sergio Arcuri, fratello di Manuela Arcuri che ha lavorato come attore proprio grazie a questa agenzia.

ARES GATE: ADESSO PARLA SERGIO ARCURI

L’attore ha rilasciato una intervista per Fanpage.it e ha commentato: “Quello che c’è sempre stato era un ‘clan’, nel senso che si viveva come una grande famiglia” confermando i racconto di chi spiegava che si viveva a Zagarolo per una questione di comodità e che il massimo che si faceva tutti insieme era guardare la tv la sera, o film, grande classici.

L’attore racconta:

Lasciamo perdere le sette perché si tratta di sciocchezze. Ma che in Ares ti potessi affidare totalmente ad Alberto Tarallo e a Teo (Teodosio Losito, ndDM), andando a vivere a casa loro, seguendo quello che ti dicevano loro, e poi loro ti indirizzavano per farti diventare quello che ritenevano fosse l’attore giusto per le fiction, questo è vero. C’erano questi attori, soprattutto quelli sconosciuti, che si affidavano a Teo e Alberto e loro li ospitavano, gli spiegavano come si dovevano vestire, gli dicevano di mettersi a dieta (…) non tutti quelli che lavoravano in Ares da protagonisti – non è successo a me, non è successo a mia sorella – andavano a vivere da Tarallo. Se ne avevi bisogno e glielo chiedevi, ti ospitava molto volentieri

A proposito di Adua spiega che in un primo momento, arrivata dalla Sicilia, ogni giorno prendeva il bus per andare a lavorare, poi le cose cono cambiate:

In una prima fase, che non so quanto sia durata, era contentissima di quanto aveva avuto e di quello che Ares, e Tarallo nello specifico, le avevano dato. Mi ricordo la questione del cambio del nome, per esempio. Mi disse che non era per niente contenta di chiamarsi Adua Del Vesco, perché era un nome, come diceva lei, ‘vecchio’ e lei era una ragazzina, aveva 20 anni, forse anche meno. ‘È un nome vecchio, non mi piace per niente. Però va bene, lo cambio se è una cosa che mi serve per la mia carriera‘, mi disse.

Sergio Arcuri racconta che anche a lui suggerirono di cambiare cognome perchè altrimenti sarebbe stato sempre il fratello di Manuela ma lui decise di non farlo, a dimostrazione del fatto che non si era costretti a prendere decisioni, se non lo si voleva.

A proposito di Morra poi spiega:

Loro sono rimasti un po’ ’sedotti e abbandonati’. Nel periodo in cui stavano in Ares, soprattutto Morra, si sentiva il nuovo Mastroianni. Poi la carriera si è arenata. Probabilmente ne attribuisce le colpe a Tarallo. Colpe che magari Tarallo ha pure, perché forse gli ha fatto fare solo un certo tipo di personaggio e non lo ha fatto studiare. Molti attori dell’Ares decidevano di non studiare perché si sentivano già..

Adua era passata dalla vita in affitto a una super villa servita e riverita, spiega Arcuri. Un gran cambiamento nella sua vita. Sergio Arcuri è convinto del fatto che avrebbero potuto, qualora lo avessero desiderato, prendere altre strade. E aggiunge su Adua:

All’inizio era molto contenta di essere ospitata. Poi probabilmente quando è diventata famosa e ha cominciato a guadagnare soldi e indipendenza, voleva staccarsi (…) Che oggi rinneghino non mi sembra un segno di riconoscenza.

Sergio Arcuri esclude ogni possibilità di istigazione al suicidio e non riesce a comprendere i motivi per i quali Adua ne abbia parlato. Inoltre aggiunge e ci tiene a precisare che dal gennaio 2019, dopo la morte di Losito, non ha più rapporti con Alberto Tarallo, per cui non avrebbe motivo di difenderlo. Racconta solo quello che ha vissuto e che ha visto.

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