Il dolore di Selvaggia Lucarelli per sua madre: “Quando ha smesso di riconoscerci, è stato il vero addio”

Rifarebbe le scelte che ha fatto, riandrebbe in tv dopo il lutto. Selvaggia Lucarelli spiega che il dolore più grande è stato quando sua madre ha smesso di riconoscerla
selvaggia lucarelli

Sceglie il Corriere della sera Selvaggia Lucarelli per raccontare quello che sta provando in queste ore difficili, dopo la morte di sua madre. Ha scelto di partecipare in diretta a Ballando con le stelle, lo stesso giorno in cui sua madre è morta e questo le è costato parecchie critiche sui social. Se ne aspettava una parte, sperava però che molti altri avrebbero compreso. E a tal proposito spiegando come sta, spiega: “Per rispondere devo fare una premessa: i familiari di persone che soffrono di Alzheimer sono in qualche modo preparati. Non che si possa essere mai davvero preparati a perdere qualcuno, ma il momento in cui svanisce l’essenza della persona per quello che è stata, per come tu te la ricordi, è un altro.” La madre di Selvaggia Lucarelli ormai da anni soffriva di Alzheimer, lo aveva raccontato più volte la scrittrice, anche quella volta in cui la signora si era persa, non riuscendo a trovare la strada di casa e la Lucarelli, aveva chiesto aiuto a tutti per rintracciarla.

Selvaggi Lucarelli e la morte di sua madre

Due anni fa qualcosa si era spezzato, ed è lì che il dolore è stato grande: “ Due anni fa, quando abbiamo perso la sua anima. Era rimasto il corpo, qualche sorriso, qualche sguardo in cui ci sembrava di scorgere un ricordo, un bagliore. Il vero addio è stato quando l’ho guardata negli occhi e ho capito che non mi riconosceva più. Ed è stato più doloroso dell’addio al corpo di ieri.”

E a proposito della scelta di essere in tv ha spiegato: “Non lascio che la retorica pubblica e il giudizio e il pregiudizio nei miei confronti condizioni e limitino le mie scelte. Lo rifarei altre cento volte. E quello che è successo non mi ha creato ulteriore sofferenza, ma diffidenza e amarezza. E ancora più consapevolezza di quanto la gente sia cinica e giudicante rispetto ai lutti altrui.”

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