Pamela Prati e il cachet da 60mila euro chiesto dall’avvocatessa: per Taormina è estorsione


Ultima pagina del Pamela Prati Gate, almeno televisivamente parlando visto che, con la puntata del 19 giugno 2019 si chiude la prima edizione di Live-Non è la d’Urso. Nel corso della serata i protagonisti di questa storia, tutti tranne Pamela Prati hanno raccontato le loro versioni dei fatti, molto diverse tra di loro, ma quanto meno ci hanno messo la faccia. E Barbara d’Urso ha anche voluto chiarire uno dei punti fondamentali di questa vicenda, nelle sue ultime battute. Ricorderete infatti che la scorsa settimana Pamela Prati era stata invitata a titolo gratuito per dire la sua su Canale 5. Poi però poche ore prima della diretta era arrivato un messaggio nel quale si chiedevano 60 mila euro per la partecipazione al programma. La d’Urso aveva spiegato che il messaggio era arrivato dal cellulare dell’avvocatessa Irene della Rocca che oggi tra l’altro, non è più l’avvocato della Prati. Da quel momento erano successe diverse cose. L’avvocatessa era stata licenziata da Pamela Prati che sottolineava di non sapere nulla della richiesta economica, arrivando anche a presentare un esposto presso l’ordine degli avvocati della Calabria. L’avvocatessa della Rocca invece aveva detto di non aver mandato alcuni dei messaggi incriminati, di non ritrovarseli sul cellulare.

LEGGI QUI LA RICOSTRUZIONE FATTA A LIVE DELLE RICHIESTE DELL’AVOCATESSA DELLA ROCCA

LA QUESTIONE DEL CACHET E LE PAROLE DI TAORMINA CHE PARLA DI ESTORSIONE

Così nella puntata di Live in onda ieri sera, la d’Urso ha mostrato tutti i messaggi ricevuti dal produttore di Live, con la richiesta dell’avvocatessa. A commentare la vicenda ci ha pensato Carlo Taormina che, senza troppi giri di parole, ha etichettato questa vicenda come una estorsione.

Ecco le richieste arrivate al produttore di Live:

“Io vorrei discutere della parte economica al più presto, dire che già siamo fuori tempo massimo. Ancora non mi ha risposto ***** e Pamela sta venendo con me. E se non mi date quello che chiede ***** non scende dalla macchina. 60mila di cui il 40% alla società che è titolare dei diritti di immagine.”

La d’Urso ha più volte specificato che in macchina con l’avvocatessa c’erano Pamela Prati e l’autista Mediaset . A questo punto l’avvocato Taormina ha commentato:

“In questo caso c’è stata una richiesta di soldi pesante.Questo è lo specchio di quello che c’è dietro tutto quello di cui abbiamo parlato. Dietro a tutto ci sono i soldi. Questa è un’operazione molto grave. Io parto dal presupposto che abbiano agito insieme la Pamela Prati e l’avvocatessa. Perché non posso pensare che l’avvocato abbia preso iniziative senza essere stata mandata dalla Prati. Signori, questa ha un solo nome dal punto di vista giuridico. Questo è un tentativo di estorsione. Mi prendo la responsabilità di quello che dico. ‘Non scendo dalla macchina se non mi paghi’ è un caso classico di estorsione. Questo non è risarcimento dei danni. Loro due hanno commesso un reato”.

Ribadiamo che l’avvocatessa dice che quella cifra è stata richiesta come rimborso per i danni di immagine subiti e non per la partecipazione al programma.

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