Storie Maledette stasera la seconda puntata con Antonio Ciontoli e le domande di Franca Leosini

Come era prevedibile la prima puntata di Storie Maledette dedicate al caso Marco Vannini ha diviso. C’è chi ha trovato efficaci le domande di Franca Leosini, riconoscendole il merito di aver messo in difficoltà Antonio Ciontoli ma c’è anche chi non ha affatto gradito quello che si è visto su Rai 3. Oggi 2 luglio 2019 andrà in onda la seconda parte dell’intervista ad Antonio Ciontoli. L’avvocato di Marina e Valerio Vannini si è detto pieno di rabbia per quello che ha visto domenica sera su Rai 3, si aspettava tutt’altra cosa e invece, per la prima volta dopo tanto tempo, dopo le lotte di questi 4 anni, ha pianto. Lo stesse sdegno è stato provato da Marina, la mamma di Marco Vannini che non riesce a credere al fatto che Antonio Ciontoli sia andato in tv dipingendosi come una vittima facendo passare Marco per il ragazzo che non era e in qualche modo, facendo apparire la famiglia Vannini quella che non era. Parole dure quelle che Marina ha affidati al Corriere della sera. Ma non è finita.

Oggi infatti andrà in onda la seconda parte dell’intervista.

STORIE MALEDETTE SECONDA PUNTATA: ECCO DI COSA SI PARLA NELLA PUNTATA DEL 2 LUGLIO 2019

In onda quindi questa sera, la seconda parte dell’intervista ad Antonio Ciontoli. Dopo aver cercato di capire quello che è successo la notte in cui Marco è stato ucciso, questa sera la conduttrice di Storie Maledette andrà avanti con le sue domande. Ci si sposterà sul dopo, su quello che è successo al PIT di Ladispoli, con l’analisi delle intercettazioni, con quello che tutti i membri della famiglia Ciontoli hanno fatto dopo.

Antonio Ciontoli continua a dire di esser stato lui a sperare, di aver inanellato una dietro l’altre una serie di stupidaggini; ha detto di aver peccato di umiltà, che Marco si fidava di lui.

E poi i processi. Due al momento i gradi di giudizio superati; nel primo grado Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni di reclusione –  con 3 anni per omicidio colposo comminati alla moglie Maria Pezzillo e ai figli Martina e Federico -, pena poi ridotta in Appello (lo scorso gennaio) a 5 anni per omicidio colposo (confermati invece i tre anni agli altri membri della famiglia) .

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