Valerio Scanu ricorda come hanno restituito il corpo del padre

Nello studio di Storie Italiane Valerio Scanu ricorda la morte di suo padre, un lutto recente ma trova la forza per raccontare perché spera che la battaglia persa da suo padre possa essere di aiuto ad altri. Purtroppo le vaccinazioni vanno ancora a rilento ed è un punto che fa male anche a chi ha perso una persona cara. Valerio Scanu parla della morte, del come gli è stato restituito il corpo di suo padre: “Io ho un rapporto con la morte… tendenzialmente non accetto… ma quando mia zia è andata a prendere mio padre, la modalità con cui ci restituiscono i nostri cari…”. Scanu non ce l’ha fatta quel giorno, ha chiesto a sua zia di occuparsene. Non sa di preciso cosa ha dovuto fare sua zia, non riesce ancora a chiederle tutto ma quello che sa gli fa ancora male. 

VALERIO SCANU A STORIE ITALIANE

“Lei si è dovuta bardare forse fingendosi con quelli dell’agenzia funebre per toccare almeno il sacco, mi ha detto che glielo doveva” ma istintivamente le veniva di aprire il sacco ma non è stato possibile, come tutti non ha potuto toccare il corpo, vederlo. 

“La mattina ti alzi e pensi adesso ci dicono che è tutto uno scherzo ma purtroppo non è così…”. Valerio era in contatto con i medici, era lui a dare forza alla famiglia captando la notizia positiva che riportava convinto di dare forza perché il papà sarebbe tornato a casa. Quando gli hanno detto che era morto non è riuscito a dirlo alla madre, ha chiesto alla zia di farlo: “Mi sono tenuto dentro tutto per 7 ore”.

Fiordaliso in collegamento aggiunge che è un dolore che non andrà mai via perché non c’è stato l’ultimo saluto, l’ultimo passaggio della vita, quello di accompagnare i propri cari verso la fine. 

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