Kabir Bedi, il suicidio del figlio Siddharth: “Ho dovuto accettarlo”

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Il figlio di Kabir Bedi aveva poco più di 20 anni quando si è suicidato, si chiamava Siddharth e nel suo libro l’attore ha scritto per lui il capitolo più difficile e doloroso. Siddharth soffriva di una fragilità psichica poi descritta come schizofrenia ma la cura non riuscì a salvarlo. Sono passati tanti anni da quella tragedia e a Oggi è un altro giorno Kabir Bedi conferma che è un dolore che non va via ma che ha dovuto accettare la scelta di suo figlio di uccidersi. Sapeva che stava male, conosceva il suo desiderio di morire, oggi le cure sono diverse, oggi si conosce di più quella terribile malattia. Un giorno Siddharth si è tolto la vita ma prima aveva detto a suo padre che non voleva più vivere. Kabir Bedi ha fatto di tutto per salvarlo ma non c’è riuscito.

Il capitolo più difficile del libro di Kabir Bedi parla di suo figlio

Quel capitolo parla di come un padre cerca di evitare che il proprio figlio si tolga la vita. Parla anche della sofferenza di chi assiste chi è malato. E’ una sofferenza che l’attore ha dovuto condividere con tante persone nel tentativo di salvarlo. Kabir Bedi spera che le sue parole possano essere di aiuto a chi soffre come ha sofferto lui.

Il figlio lasciò un biglietto: “Bene, questo è quanto, per favore non sentitevi in colpa, è il mio modo di prendere il controllo e per quanto possa sembrarvi strano me ne andrò felice e non triste. Se ci sarà un’altra possibilità… “ pensava alla possibilità di avere un’altra vita immaginando già cosa avrebbe voluto fare. E’ terribile immaginare cosa stesse vivendo. “Sono sicura che ci sarà rabbia da parte vostra, spero passi presto”.

Una fine tragica e Kabir racconta che suo figlio era un genio dell’informatica. “Dovetti accettare… ho fatto il possibile per salvarlo. C’è sempre un senso di colpa perché pensi che potevi fare qualcosa di più ma so che ho fatto il meglio, il migliore aiuto medico ma alla fine ho accettato la sua decisione per quanto sia stata dura per me”.

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