C’è posta per te saluta il pubblico: chiude un’edizione con il freno a mano tirato

c'è posta per te

Era parecchio chiaro che ripetere gli ascolti del 2021, quando l’Italia intera era bloccata in casa tra zone rosse, zone arancioni e coprifuoco, sarebbe stato impossibile. Una missione difficilissima anche per Maria de Filippi e per il suo gioiello, C’è posta per te, il programma che più la impegna ogni anno. C’è posta ha bisogno del lavoro di decine di persone per portare in onda le storie, della cura di tutti, una cura che è giornaliera e che porta i protagonisti davanti alla busta dopo accurate ricerche, dopo aver cercato ogni falla possibile nella storia e non solo. Si tratta di persone, e bisogna prendersi cura anche dei sentimenti di tutte le persone coinvolte. Fare C’è posta per te non è semplice e immaginiamo che i due anni di pandemia abbiano reso ancor più complicato un programma che basava su abbracci e baci, il momento della pace. Nell’edizione 2022 si è respirata maggiore normalità rispetto a quella andata in onda nel 2021, ancora troppo legata a protocolli durissimi. Ma il risultato, nonostante questo, è stato sotto le aspettative, rispetto al solito. Potremmo dare un titolo a questa edizione di C’è posta per te: una edizione con il freno a mano tirato. Se Maria si è spesa come sempre fa, con tutti i protagonisti del programma, quello che non ha lasciato il segno, è stato un programma che non ha cercato in nessun modo di migliorarsi. Sulla scia degli ascolti record del 2021, si è forse pensato che sarebbe bastato così. E invece non ha funzionato.

C’è posta per te non decolla: l’edizione 2022 chiude sottotono

Per una liturgia che funziona, non servono cambiamenti, hanno sempre detto e pensato tutti guardando C’è posta per te. Forse però arriva anche un momento in cui anche solo un guizzo, potrebbe cambiare le cose. “Questa è la storia di un regalo” sempre e solo a inizio programma, poi i cocchi di Maria, che però non hanno appeal per il pubblico a casa, via quel sano trash che in altre edizioni ha reso epico C’è posta per te. E’ come se si fosse voluta fare una edizione ripulita, ma non è bastato perchè l’entusiasmo del pubblico è andato a scemare. Un tipico esempio ne è stato la prima puntata. Quasi perfetta con storie di cui il giorno dopo tutti parlavano. La frase “ce l’ha d’oro” su tutti i social, la protagonista della storia capace di guadagnare in poche ore 100 mila follower. Questo è l’effetto C’è posta per te. Poi le storie sono sembrate essere sempre le stesse, i regali sempre uguali, le tragedie dolorose si, ma in una stagione in cui purtroppo, ogni famiglia ha vissuto il suo dramma ed è anche complicato piangere per quelli altrui. Un’Italia un po’ cambiata dopo due anni di pandemia, che non si commuove per due ragazzini che senza lavoro, mettono su famiglia, fanno un figlio, un secondo figlio e poi chiedono l’aiuto di C’è posta per te. I problemi ci sono per tutti, i lutti anche. E forse le storie da raccontare in questa edizione erano altre. Storie di resilienza, storie di coraggio ( e ce ne sono state), storie di chi con responsabilità e giudizio merita di essere un esempio da seguire e un aiuto.

Niente ospiti internazionali e sempre e solo gli stessi volti nello studio di Maria de Filippi. Anche questo, ormai, ha parecchio stancato. E sarebbe anche arrivato il momento di metterle nero su bianco queste cose, scriverle e raccontarle. Perchè si, gli ascolti di C’è posta per te restano qualcosa di pazzesco, soprattutto per una azienda come Mediaset che a Cologno, agli Elios non dovrebbe mettere solo una statua di Maria ma un intero esercito a cavallo con mille De Filippi sopra. Perchè gli ascolti di C’è posta restano certezza. Ma i numeri lo sono altrettanto. E se si passa da 6 milioni a 4,5 milioni, un problema c’è. E si, la voglia di fare “la baldoria” di uscire di nuovo il sabato sera, di riprendersi in mano la propria vita è stato quasi certamente uno dei motivi di questo crollo. C’è anche latro però. In passato Maria qualche piccolo espediente se lo era inventato: le doppie buste, pavimenti che si illuminano. Quest’anno nulla. Il vero tallone di Achille, a nostro avviso, sono state comunque le storie.

Vent’anni dopo C’è posta per te resta un programma cardine per il palinsesto di Canale 5 ed è una piccola perla anche nella nostra programmazione sulla generalista. Serve però qualcosa di diverso. Serve quell’effetto wow che non ti aspetti. Magari non sarà Maria che torna a ballare co Kledi però ecco, serve una marcia in più. Via il freno a mano per tornare a macinare ascolti record anche nel 2023.

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