Alessia, la figlia d Vessicchio: “Mangiavamo una pizza in tre ma è stata un’infanzia felice”
Ci son stati anche tanti sacrifici nella vita del maestro Peppe Vessicchio, lo racconta la figlia Alessia a La volta buona
Arriva il festival di Sanremo ed è impossibile non ricordare il maestro Peppe Vessicchio. A La volta buona c’è la figlia Alessia che con gli occhi pieni di lacrime e il sorriso guarda le immagini di suo padre. Purtroppo, tutti abbiamo perso Vessicchio da tre mesi, lui che ha diretto l’orchestra del festival per oltre 30 edizioni, ha accompagnato Mango, Mia Martini passando per Zucchero, Andrea Bocelli, Elio e le storie tese, Ron, Max Gazzè, Ornella Vanoni, tanti altri e ha vinto quattro Festival di Sanremo con Sentimento degli anni Avion Travel nel 2000, Alexia, Valerio Scanu nel 2010 e con Chiamami ancora amore di Roberto Vecchioni nel 2011.
Vessicchio negli ultimi decenni è stato amato da tutti con quella barba, due occhi intensi, amatissimo dal pubblico dell’Ariston, dai telespettatori a casa che lo hanno sempre accolto con grande affetto, un affetto che si trasformava in applauso, quasi un rituale ogni volta che veniva annunciato il suo nome. >>Il messaggio di Vessicchio a Garrison prima di morire. Stava già male quando hanno registrato This is me
Peppe Vessicchio era la persona più gentile
“Oggi mentre la musica italiana riflette sulla sua assenza, gli organizzatori del Fantasanremo hanno già inserito due bonus col nome del popolare maestro Vessicchio. E per tutti resta la consapevolezza che ogni applauso, ogni nota, ogni silenzio carico di attesa l’Ariston continua a custodire un pezzo della sua cifra musicale perché Peppe Vessicchio non ha accompagnato solo canzoni, ha sostenuto le storie di chi le ha cantate e di tutti noi che continuiamo ad amarle”.
Caterina Balivo chiede ad Alessia se ha capito il motivo per cui suo padre era così amato. “Mio zio, il fratello Pasquale, che è il fratello di mio padre, mi ha raccontato questo aneddoto poco tempo e un giorno dice a mio padre ‘Peppe ma com’è che tutta ‘sta gente ti ama così tanto?’ e lui ha detto ‘E io che ne sacce’”.
Alessia è sempre stata orgogliosa di essere sua figlia: “Posso dire una cosa, era di una dolcezza, di un’umanità uniche e mentre chi fa l’attore, chi canta, chi suona dà qualcosa al pubblico in maniera diretta, in lui c’era qualcosa che nessuno di noi, se non gli addetti ai lavori, potevano comprendere. Cioè anch’io che ne so se dirigeva bene o male cioè muovi le bacchette, non lo so, eppure lui è di spalle e dirigendo che ha avuto un amore infinito e secondo me è perché è rimasto il ragazzo di Pianura, è rimasto una persona non è mai diventato personaggio ed è stato un uomo molto gentile”.
Quando Alessia era piccola non è stato semplice per Vessicchio fare accettare alla famiglia che lui era il compagno di una donna che era già stata sposata e che aveva già una figlia. Ci sono state anche altre difficoltà e un periodo in cui hanno vissuto di giorno in macchina, una vecchia 500. Di notte erano ospiti dei genitori ma era più dignitoso mangiare in macchina. Alessia ricorda la pizza a Napoli divisa in tre, poteva essere poco ma è stata per lei una infanzia tanto felice, ha ricordi meravigliosi.