Nek: “Non riesco a suonare la chitarra, non so se migliorerà”

nek incidente

Nek ha sempre saputo che dopo l’incidente alla mano non sarebbe stato semplice tornare a suonare la chitarra ma adesso quel dubbio inizia a diventare certezza. Ha rischiato di perdere due dita ma grazie all’operazione durata ben 11 ore non è andata come all’inizio temeva. Nel libro “A mani nude” si lascia andare, si racconta, non ha mai avuto timore di parlare delle debolezze e della fragilità. Per un musicista il suo incidente è gravissimo e oggi comprende ancora di più l’entità di quella distrazione. Nek il 6 gennaio ha compiuto 50 anni, un altro bilancio da fare in un periodo che non è certo semplice. La pandemia, lo stop ai concerti, l’incidente. E’ in una lunga intervista al Resto del Carlino che il cantante spiega come sta oggi. Nek non riesce ancora a suonare la chitarra: “La mano è al 75-80%, non so dire se migliorerà ancora. Non riesco ancora a suonare la chitarra non è semplice per lui ma c’è altro da poter fare e un artista come Filippo Neviani non si arrende: “Ma posso farlo con la batteria, il basso e il pianoforte. È già importante che sia tutta intera: ho rischiato di perdere medio e anulare”.

Nek presenta il suo libro con parole che riguardano tutti

A volte, un solo momento può cambiare tutto. Basta una giornata di sole, la campagna che brilla, la voglia di dedicarsi a lavori di bricolage, lavorare al legno, a un vecchio carro che un tempo lontano era stato un calesse. L’incidente è improvviso. Il sangue, poi il dolore, la paura, lo shock. La corsa verso l’ospedale. La mano squarciata. La possibilità di non recuperarne l’uso. Ma che vuol dire perdere la funzionalità di una mano per un musicista? La stessa mano che ha sempre usato per suonare, comporre, creare?”.

Quel momento deve essere stato terribile, come i giorni passati in ospedale, ma con il passare del tempo ha capito sempre di più che è bastato un attimo di distrazione.

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